Il docufilm e il libro a cura di Salvatore Raiola mettono in luce una storia diversa dell’isola centroamericana
CAMPOBASSO. Domenica 15 marzo alle ore 18 al Bootleg di Campobasso sarà presentato, dallo stesso autore Salvatore Raiola, il film documentario ‘Cuba, un viaggio attraverso la musica’ e il libro ‘Cuba, uno sguardo Oltre’.
Il documentario ‘Cuba, un viaggio attraverso la musica’ è un viaggio nella realtà cubana attraverso la musica, i suoni, le voci, gli strumenti e i ritmi patrimonio indiscutibile di Cuba. Una tecnica che ha permesso di conoscere più a fondo la Isla Grande e ‘fotografare’ momenti di vita quotidiana che per certi aspetti risultano unici.
Il libro, appena pubblicato, raccoglie nelle sue 281 pagine, storie, racconti, talvolta diario per registrare anzi seguire pari passo i cambiamenti, a volte anche repentini, che Cuba ha avuto in questi anni. Con lo sguardo di Salvatore Raiola che, conserva da scrittore il tratto acuto di chi arriva a firmare il suo secondo libro dopo una lunga carriera da regista e creatore di documentari per i quali ha ottenuto anche riconoscimenti internazionali.
Raiola, di Castellammare di Stabia, ormai vive da anni a Cuba e come racconta lui stesso diventa soprattutto un pretesto ma anche esigenza per raccontare ventitré anni di vita vissuta ‘a los cubanos’ in cui, inevitabilmente, ci si ritrova a fare un bilancio. C’è un’altra Cuba da vedere, oltre ogni immaginazione, oltre i sentito dire, oltre i luoghi comuni, oltre la Bodeguita e le magliette con Che Guevara, oltre i paradisi di Varadero e Cayo Coco.
L’autore confessa che si è abituato a recitare la parola ‘ahorita‘, tanto usata a Cuba, che nel significato letterale significa ‘adesso, subito’, ma si rivela nella realtà ore se non addirittura giorni, e ad interpretare alla lettera la filosofia del carpe diem di Orazio, che qualche millennio addietro ci invitava a saper godere della vita giorno per giorno. Molti gli scritti che raccontano dettagliatamente storie minime che riflettono la quotidianità di Calle 7, ma che possono essere le stesse di qualsiasi barrio di Cuba dove il chisme e l’ironia si intrecciano come in una vorticosa danza alla realtà e ai sogni.




