L’esponente del Partito Democratico ha aperto a Isernia una giornata di incontri istituzionali dedicata ai temi dello sviluppo del territorio
di Pietro Ranieri
ISERNIA. Una giornata interamente dedicata a incontri istituzionali, visite aziendali e momenti di confronto con il mondo del lavoro, delle imprese e con i cittadini. Il deputato del Partito Democratico ed ex ministro Andrea Orlando è giunto in Molise oggi, venerdì 13 marzo, per un tour che toccherà diversi centri della regione, focalizzando l’attenzione sullo sviluppo industriale, sulla transizione del settore automotive e sul prossimo referendum sulla giustizia. La tappa inaugurale a Isernia, con l’incontro col sindaco Piero Castrataro e gli operatori dell’informazione.
In merito alla situazione della sanità locale, Orlando ha espresso pieno sostegno alle mobilitazioni territoriali, collegandole a una critica della gestione finanziaria nazionale. “Noi ci associamo alla protesta sulla sanità del sindaco Castrataro e del territorio: si dice che sostanzialmente si è potenziato il finanziamento del fondo nazionale. In verità il fondo nazionale non tiene neanche conto dell’inflazione. Questi tagli che si sono susseguiti hanno soprattutto ripercussioni nelle aree più deboli, non tenendo conto della età media della popolazione, non tenendo conto dei processi di spopolamento. Non si può fermare un processo di spopolamento delle aree interne se non si investe sulle aree interne, se non si mantiene una rete accettabile di servizi. E la sanità è la prima questione sulla quale si interrogano le famiglie per rimanere o per andarsene e naturalmente è anche la condizione essenziale per la vivibilità. Quindi questa è una battaglia non solo per la sanità ma per la sopravvivenza di una parte del paese come il Molise e come tante altre regioni che stanno pagando le conseguenze di questi processi che generalmente, quando si deve scegliere, privilegiano le grandi aree metropolitane. Purtroppo questo è un dato che non fa bene né al paese e alla sua prospettiva e né tantomeno a chi vive qui” ha dichiarato l’esponente dem.
Sollecitato sul tema del lavoro e sulla fuga dei giovani dal territorio molisano, il deputato ha rimarcato la necessità di una nuova strategia produttiva. “Noi stiamo facendo questo giro partendo proprio dal presupposto che la prima opzione è quella di una reindustrializzazione del paese. I giovani se ne vanno non perché in assoluto non ci sia lavoro, ma perché la qualità del lavoro offerto non è all’altezza dello studio che è stato fatto e questo può avere una risposta soltanto se c’è industria, cioè se c’è innovazione, se c’è tecnologia e se c’è la difesa anche di una tradizione produttiva del nostro paese. Il Molise è una delle realtà che in qualche modo è tra le più emblematiche a livello nazionale perché quello che è successo attorno all’automotive, attorno a Stellantis è esattamente una delle manifestazioni di questo fenomeno. E senza una politica industriale, senza un disegno del governo, questo processo non solo non si inverte, ma non si rallenta neanche, come hanno dimostrato tutte le chiacchiere che Urso ha fatto nel corso di questi 32 mesi ormai di caduta della produzione industriale” ha spiegato Orlando.
Sulla situazione specifica dello stabilimento di Termoli, dove la realizzazione della Gigafactory è ferma, Orlando ha aggiunto che “le garanzie vanno costruite politicamente. Fino a quando non è stato fatto niente perché si è parlato di un secondo produttore per aumentare il potere negoziale nei confronti di Stellantis, si è parlato di una rimodulazione degli incentivi, alla fine stiamo parlando di chiacchiere. Come si stanno facendo chiacchiere su Ilva. Elkann è andato alle commissioni a prendere in giro sostanzialmente il governo e il governo non ha costruito nessuno strumento per raddrizzare un tavolo che oggettivamente oggi è tutto sbilanciato a favore di Stellantis e questo lo pagano inevitabilmente i lavoratori”.
Infine, il deputato ha illustrato le ragioni della contrarietà alla riforma della giustizia in vista dell’appuntamento referendario previsto tra dieci giorni. “Pensiamo che la nostra Costituzione non vada snaturata. Si parla di processo, si parla di parità delle parti di fronte al giudice terzo, ma tutte le prese di posizione che nel corso di queste settimane si sono succedute ci hanno chiarito ancora meglio qual è lo scopo di questo intervento: ridimensionare il ruolo di uno dei poteri dello Stato. Non si tratta dei PM, non si tratta della magistratura. La capo di gabinetto del Ministero della Giustizia l’ha spiegato molto bene, ed è esattamente la ragione per cui bisogna votare no. Noi non siamo contro il rafforzamento delle garanzie, ma queste si possono realizzare modificando la legge ordinaria senza necessità di mettere in discussione il governo autonomo della magistratura. Se ci si mettono le mani è perché evidentemente della questione di come sono trattati gli imputati non interessa niente a nessuno. Quello che interessa è in qualche modo non avere una magistratura in grado di controllare l’azione dell’esecutivo. Il perché non devo spiegarlo perché mi sembra già evidentemente chiaro; ce l’ha detto la cronaca nel corso di questi tre anni di governo della destra” ha concluso Orlando.




