Se ne è parlato oggi nella seduta del Consiglio di Palazzo D’Aimmo, convocato per discutere interrogazioni e interpellanze
CAMPOBASSO. Dalla crisi idrica alle nomine negli enti sub regionali, alla costruzione del nuovo Palazzo della Regione.
Consiglio regionale oggi dedicato al ‘question-time’, con la risposta degli assessori alle interrogazioni e alle interpellanze presentate dai consiglieri di opposizione. Tra le questioni sollevate la nascita della Molise Film Commission, la ‘Disability card’, il contenzioso tra Regione e Iacp, con i consiglieri che in buona parte dei casi si sono detti non soddisfatti delle risposte fornite.
La consigliera del Pd Micaela Fanelli ha chiesto chiarimenti in merito alla nomina della nuova commissaria del Consorzio Industriale di Boiano. “Si tratta – ha chiarito Fanelli – dell’avvocata Enrica Verrusio, candidata della Lega alle elezioni comunali di Campobasso del 2019 e del 2024, nel team di legali che ha curato il ricorso elettorale del candidato di centrodestra Aldo De Benedittis. La stessa risulta essere anche la consorte dello storico consulente legale del Consorzio, l’avvocato Ripabelli che, dagli atti in mio possesso, risulta designato dalla precedente gestione commissariale”.
“La domanda sull’opportunità e sulla legittimità di eventuali rapporti formali tra i due sorge spontanea: la commissaria ha conferito incarichi ulteriori al marito? E, soprattutto, può farlo? Non ci riferiamo solo al piano della mera legittimità formale, ma proprio alla necessità di mantenere un profilo integro, utile a evitare che emergano palesi conflitti di interessi. Possibile – ha concluso Fanelli .che in tutto il Molise non si potesse trovare un professionista estraneo ai fatti pregressi del Consorzio, lontano dalle candidature politiche e, magari, privo di tali legami di parentela”.
Il consigliere del M5s Roberto Gravina ha invece puntato il dito sulla nomina di Teresio Di Pietro nel CdA di Sviluppo Italia Molise. “La maggioranza – ha dichiarato Gravina – ha provato a negare l’evidenza, sostenendo che Di Pietro non ricoprisse ruoli politici. Una tesi che viene smentita continuamente dai fatti, dalle ripetute documentazioni fotografiche ufficiali che dimostrano il contrario, rendendo vani gli appigli usati in aula dal centrodestra così come le dichiarazioni dell’onorevole Cesa. Basta andare a riguardare la foto che nel settembre del 2025 ritrae Teresio Di Pietro alla festa nazionale dell’Udc, con il tesserino d’accredito ufficiale, che riporta la sua qualifica di segretario regionale del Molise”.
Per il consigliere M5S “il tema non è solo la persona nominata, ma l’idea distorta di amministrazione che emerge da questo episodio. Le società partecipate devono essere presidiate da competenze, trasparenza e indipendenza, non utilizzate come terreno per riconoscimenti di natura politica. Le risposte arrivate oggi dimostrano che la Giunta non ha alcuna intenzione di cambiare rotta”. Per questo, Gravina annuncia ulteriori iniziative in merito.




