Accolte le istanze della Faisa Cisal: “Sentenza che rappresenta un ristabilimento di verità e giustizia ma anche un segnale preoccupante perché ancora una volta, i lavoratori hanno dovuto rivolgersi ai tribunali per ottenere diritti fondamentali”
CAMPOBASSO. Una battaglia legale durata 11 e ora arriva la parola fine della Corte di Cassazione: ATM Spa è stata condannata per non aver garantito i corretti riposi settimanali agli autisti. La sentenza, pubblicata il 17 marzo, accoglie le ragioni della FAISA CISAL Molise, assistita dallo studio legale Baranello–De Iasio.
“La Suprema Corte – scrive il sindacato – ha stabilito un principio chiave: le fermate lungo il percorso non interrompono il servizio e non escludono l’applicazione della normativa europea sui tempi di guida e di riposo. Un chiarimento che ha portato al riconoscimento del diritto al risarcimento per i lavoratori, danneggiati da periodi di riposo insufficienti e dalle conseguenze psico-fisiche derivanti”.
La vicenda si chiude così dopo 11 anni, ma lascia strascichi polemici. Secondo il sindacato “il contenzioso si sarebbe potuto evitare con controlli più attenti da parte delle istituzioni locali. Regione, Prefettura e Ispettorato del Lavoro vengono accusati di essere rimasti a lungo inattivi nonostante le segnalazioni
Non si tratta della prima condanna legata alla violazione dei riposi nel settore del trasporto pubblico locale: in passato, altri procedimenti si erano conclusi con esiti simili, con costi ricaduti sulla collettività”
Per la FAISA CISAL Molise, la sentenza rappresenta “un ristabilimento di verità e giustizia”, ma anche un segnale preoccupante: “ancora una volta, i lavoratori hanno dovuto rivolgersi ai tribunali per ottenere diritti fondamentali. Senza un cambio di passo nei controlli e nella vigilanza, il rischio è un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro e della sicurezza nel servizio pubblico”.




