Testimoni sentiti dalla Squadra mobile di Campobasso per ricostruire cosa Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi hanno mangiato prima del malore fatale avvenuto durante le festività natalizie
CAMPOBASSO. Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi morte avvelenate, parenti e amici sentiti oggi in Questura, dalla Squadra mobile guidata da Marco Graziano.
Subiscono una nuova accelerazione le indagini per fare luce sui decessi di mamma e figlia di Pietracatella, morte il 27 e 28 dicembre scorso per un sospetto avvelenamento da ricina, una sostanza tossica, con effetti potenzialmente letali, ricavata dai semi del ricino.
Via via di persone in via Tiberio, con una decina di testimoni già sentiti dagli investigatori, che stanno cercando di accertare nei dettagli cosa Sara e Antonella hanno mangiato prima di manifestare il malore fatale, tra i pasti preparati in casa ed eventuali doni natalizi. L’obiettivo è quello di accertare come sia stata somministrata la ricina, se in un cibo o in una bevanda. Si cerca il responsabile e si cerca il movente, senza escludere nessuna pista.
Il fascicolo aperto dalla Procura di Larino, con l’ipotesi di reato di duplice omicidio premeditato, resta al momento contro ignoti.




