Per fare il punto sulla nuova gravissima emergenza che ha colpito il Paese. Strade, autostrade e linea ferroviaria chiuse: Italia divisa in due
PETACCIATO. Collegamenti stradali, autostradali e ferroviari tra Molise e Abruzzo sospesi e evacuazioni di abitazioni in corso: a Petacciato è emergenza totale, dopo il riattivarsi della frana, tra le più grandi d’Europa.
Il sindaco del paese Antonio Di Pardo ha disposto l’allontanamento di alcune famiglie dalla zona più interessata dal dissesto, quella di via del Progresso, via IV Novembre e contrada Torre. Sono circa 60 le persone evacuate in via precauzionale. Si attendono ora le decisioni del sindaco per valutare un eventuale rientro, anche parziale, nelle abitazioni, in base all’evoluzione del fenomeno e agli esiti dei monitoraggi in corso.
“Purtroppo questo evento era prevedibile – le parole di Antonio Di Pardo – questa frana io la chiamo ‘la bestia’ perché è pericolosissima, ora siamo in una situazione gravissima”.
A precisare la situazione l’assessore comunale ai lavori pubblici Enrico D’Amario. “Abbiamo tagli di circa mezzo metro di profondità in più punti del territorio di Petacciato – ha dichiarato – Siamo in attesa di verificare ulteriori movimenti del versante”.
La frana, documentata da oltre cento anni, non si muoveva dal 2015. A rimetterla in moto, con tutta probabilità, le precipitazioni intensissime della scorsa settimana. Del resto lo aveva chiarito il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano. “In pochi giorni – aveva detto – è caduta l’acqua di sei mesi”.
“Non ce lo aspettavamo, a breve sarebbero dovuti partire i lavori di messa in sicurezza – ha precisato il presidente della Regione Francesco Roberti, che oggi ha effettuato un sopralluogo nella zona interessata – ora bisogna ripensare un po’ a tutto perché si sono creati cedimenti strutturali sia sull’autostrada A14 sia sulla tratta ferroviaria”.
“Si tratta di un imponente fenomeno franoso – ha quindi specificato il governatore – tra i più vasti a livello europeo, caratterizzato da un lento ma profondo movimento rototraslazionale che interessa l’intero versante nord-orientale, estendendosi dall’area abitata fino alla fascia costiera, mettendo a rischio la viabilità adriatica, sia su strada sia su ferrovia”.
L’area è interessata da un fenomeno franoso complesso che coinvolge una superficie di circa 4 km², con un fronte di circa 2 km. Si tratta di un dissesto noto da tempo: tra il 1906 e il 2015 sono stati registrati almeno 15 episodi franosi, spesso in concomitanza con periodi di piogge intense. La frana ha caratteristiche articolate e si sviluppa lungo il versante fino alla costa, interessando diverse porzioni del territorio, con alcuni corpi di frana storicamente riattivati.
“Non è semplice intervenire su fenomeni franosi di questa portata, soprattutto quando insistono su centri abitati e su collegamenti viari fondamentali – ha concluso Roberti – Oggi ci troviamo di fronte a una situazione che di fatto divide il Paese in due. La priorità è fronteggiare l’emergenza”.
Della questione, ha precisato l’assessore regionale ai Lavori pubblici Michele Marone, è stato informato il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, in vista dell’incontro che era già previsto per domani.
Con la statale 16 chiusa, dopo il crollo del ponte sul fiume Trigno, e la chiusura precauzionale dell’autostrada A14 da Termoli a Vasto Sud, e della linea ferroviaria adriatica, nel tratto tra Termoli e Montenero di Bisaccia, la circolazione stradale è possibile solo su strade alternative, provinciali e comunali. Con code chilometriche e l’Italia praticamente tagliata in due, tra nord e sud del Paese.
Un’emergenza nazionale, con il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano che ha convocato a Roma, presso la sede di via Vitorchiano, il Comitato operativo, per fare il punto sulle misure da adottare in considerazioni delle importanti ripercussioni sull’abitato, sul traffico ferroviario e sulla viabilità della dorsale adriatica.
LE INTERVISTE
“Sono bastate poche giornate di maltempo intenso per far riemergere tutte le criticità, purtroppo arcinote, del territorio molisano. Fragilità idrogeologiche e infrastrutturali. Allagamenti che hanno messo a dura prova cittadini e amministrazioni del basso Molise. È anche crollato un ponte sul fiume Trigno la scorsa settimana ed in queste ore si sta ancora cercando una persona scomparsa”, così in un intervento oggi in Parlamento il deputato del Movimento 5 Stelle Andrea Quartini. “Quello che oggi sta preoccupando è la riattivazione della frana di Petacciato: le forti piogge hanno fatto infiltrare acqua nel sottosuolo, muovendo un fronte franoso che ha già fatto danni nel centro abitato e ha costretto alla chiusura di strade, autostrade e ferrovie a valle in via precauzionale. Chiediamo un intervento tempestivo da parte del Ministro Salvini e del Ministro Musumeci, sia per gestire l’attuale fase emergenziale che per lavorare e programmare la salvaguardia del territorio e il contrasto al dissesto idrogeologico. I cambiamenti climatici non possono essere più negati: gli interventi di mitigazione e adattamento sono quelli sui quali bisognerebbe investire le nostre risorse, piuttosto che su opere totalmente velleitarie come il Ponte sullo Stretto”.




