Come chiarisce il deputato del Pd e vicepresidente della Commissione d’inchiesta parlamentare sul rischio idrogeologico, si tratta di un istituto attivato dalla tragedia di Rigopiano, che consente di ottenere risorse prima della proclamazione dell’emergenza nazionale
CAMPOBASSO. Frana di Petacciato e collegamenti stradali e ferroviari sospesi, con la viabilità deviata su percorsi alternativi e code lunghissime per entrare e uscire dalla regione, il vicepresidente della Commissione d’inchiesta parlamentare sul rischio idrogeologico, il deputato del Pd Luciano D’Alfonso, ha chiesto oggi l’attivazione dello Stato di mobilità nazionale per il Molise e l’Abruzzo.
“I fatti accaduti in Abruzzo e Molise, con le plurali e ingestibili situazioni di dissesto idrogeologico – le sue parole dimostrano l’impossibilità di poter reagire alle stesse con le risorse territoriali e regionali. Per questa ragione il cosiddetto nuovo Codice di Protezione civile, che ha preso forza dalla drammatica esperienza di Rigopiano, prevede prima del riconoscimento dell’emergenza nazionale il riconoscimento di una condizione istituzionale nazionale propedeutica e anticipata di mobilitazione nazionale, che permette di concentrare risorse organizzative dedicate per fare fronte alla dimensione ingestibile al livello territoriale”.
“Urge su questo piano che la Regione Abruzzo e la Regione Molise si attivino formalizzando la richiesta a via Ulpiano, sede del Dipartimento nazionale del riconoscimento delle condizioni eccezionali di gravità, per la mobilitazione nazionale delle nostre risorse procedurali ed organizzative di Protezione Civile delle popolazioni dei luoghi colpiti rovinosamente, poiché sono a rischio e in pericolo i progetti di vita delle persone e delle collettività con il godimento dei diritti fondamentali perché irrinunciabili. Ci sono paesi interi senza possibilità di vivere il diritto alla istruzione e all’assistenza sanitaria per la distruzione del sistema di ogni grado di viabilità”.




