Entrambi interrogati dalla Squadra Mobile, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della 15enne Sara De Vita e della sua mamma Antonella Di Ielsi


CAMPOBASSO. Proseguono senza sosta le indagini della Squadra Mobile per fare luce sulla morte della quindicenne Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Ielsi, di 50 anni, decedute al Cardarelli a seguito di un possibile avvelenamento da ricina.

Questa mattina in Questura a Campobasso, si è svolto l’interrogatorio di Gianni Di Vita e di sua figlia Alice nell’ambito dell’inchiesta per duplice omicidio aperta dalla Procura di Larino a seguito dell’esito delle analisi del sangue delle due vittime.

Sono stati fatti entrare da un’entrata secondaria della Questura per evitare telecamere e giornalisti. Già ieri e la settimana scorsa gli investigatori hanno sentito almeno una ventina di persone tra parenti e amici di madre e figlia, morte dopo Natale a seguito di una presunta intossicazione alimentare. Secondo l’ipotesi della Procura le due donne potrebbero essere state avvelenate con la ricina nel dicembre scorso nella loro casa di Pietracatella durante le feste di Natale.

Padre e figlia sono stati in Questura per ore. Ascoltati come persone informate sui fatti, senza avvocati, come ha chiarito il legale Paolo Lanese “Il fatto stesso che i nostri clienti siano stati convocati in Questura senza la presenza di un avvocato – le sue parole – dimostra palesemente che non sono indagati e che si procede ancora contro ignoti”.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 20:30. È terminato da pochi minuti l’interrogatorio in questura a Campobasso di Gianni Di Vita e di sua figlia Alice, ascoltati come persone informate sui fatti nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della 15enne Sara Di Vita e della sua mamma Antonella Di Ielsi. I familiari delle vittime, morte per un probabile avvelenamento di ricina, sono stati ascoltati per tutto il giorno. Sono arrivati infatti in Questura intorno alle 10 di oggi per uscire poco dopo le 20. In questura, insieme al dirigente della Squadra Mobile Marco Graziano, anche la procuratrice di Larino Elvira Antonelli, titolare dell’inchiesta. In serata gli investigatori hanno poi ascoltato la testimonianza della cugina, che in questo periodo ospita padre e figlia, in quanto la loro abitazione al momento resta sotto sequestro.