La protesta del primo cittadino di Pescolanciano, che chiede l’applicazione della clausola di salvaguardia o la liquidazione della società per procedere con una gara ad evidenza pubblica
PESCOLANCIANO. Un gesto di forte protesta ha scosso la mattinata istituzionale nel capoluogo pentro, dove il sindaco di Pescolanciano, Manolo Sacco, si è incatenato al portone del palazzo della Provincia di Isernia, dove ha sede la Grim. Al centro della mobilitazione i disservizi che i cittadini e l’ente stanno sperimentando in paese da quando la gestione è passata alla società.
Il passaggio di consegne, formalizzato il primo gennaio scorso con il verbale di consistenza delle reti alla Grim, non avrebbe infatti portato i benefici sperati. Sacco lamenta come ad oggi si registrino esclusivamente disservizi, senza alcuna nota positiva nella gestione. Il sindaco entra nel dettaglio delle criticità evidenziando problemi che vanno dalla gestione del depuratore alla manutenzione ordinaria delle perdite. Ma l’aspetto che desta maggiore preoccupazione riguarda la sicurezza sanitaria. Secondo Sacco, infatti, la clorazione delle acque non verrebbe effettuata dall’inizio di gennaio: “Una mancanza non solo grave, ma gravissima”.
Secondo la ricostruzione di Sacco, l’assenza della società sul territorio sarebbe colmabile se non sostituibile in toto attraverso la gestione diretta del servizio idrico da parte del Comune, così come avvenuto in passato. Ai microfoni di isNews il sindaco sottolinea come Pescolanciano si sia sempre contraddistinto per “una conduzione oculata e capillare del servizio, sia sul fronte manutentivo che su quello della bollettazione”. A tal proposito, Sacco pone l’accento sulla disparità economica subita dagli utenti: in precedenza la tariffa infatti era di 0,15 euro al metro cubo, mentre attualmente, in quinta fascia, si sfiorerebbero i 2,50 euro, a fronte di “un servizio praticamente inesistente”. Per queste ragioni, il Comune ha avanzato la richiesta della clausola di salvaguardia per tornare a gestire autonomamente le proprie risorse idriche.
Le soluzioni prospettate dal primo cittadino per uscire dall’impasse si muovono su due binari distinti. Da un lato, Sacco auspica un’accelerazione a livello parlamentare del disegno di legge che consenta ai comuni con meno di 1.000 abitanti di chiedere la clausola di salvaguardia per fuoriuscire dalla gestione centralizzata. Dall’altro, propone di mettere in liquidazione la società Grim per procedere con una gara ad evidenza pubblica, finalizzata alla ricerca di un operatore economico che vanti già una consolidata esperienza nel settore.
La protesta non sembra destinata a interrompersi in tempi brevi, con il sindaco intenzionato a restare sul posto fino a quando non arriveranno risposte chiare. Nonostante un contatto da parte del Prefetto per l’organizzazione di un tavolo tecnico, Sacco ha spiegato di aver rifiutato l’invito poiché giunto antecedentemente alla manifestazione, pur dichiarandosi disponibile a un confronto futuro sotto l’egida della Prefettura per cercare una soluzione condivisa. Il clima resta comunque teso, con il primo cittadino che ha concluso affermando di vedere all’orizzonte l’arrivo della tempesta piuttosto che una schiarita.




