Da Gragnano ad Agnone per celebrare i settant’anni dall’ultima avventura di don Mario d’Alessandro di Pescolanciano


ISERNIA. Un salto all’indietro nel tempo per riscoprire il fascino del viaggio lento e il legame storico tra la Campania e l’Alto Molise. È iniziato lo scorso 11 aprile ‘Il Viaggio del Marchese delle Carrozze’, una rievocazione storica d’eccezione che vede quattro carrozze d’epoca percorrere le antiche strade che collegano Napoli alle montagne molisane, in memoria di don Mario d’Alessandro di Pescolanciano.

Personaggio d’altri tempi, il Marchese d’Alessandro era celebre per il suo rifiuto delle automobili, preferendo muoversi sempre a bordo dei suoi oltre venti cocchi. Nel 1955, insieme al fido cocchiere Vincenzo Cavaliere, intraprese l’ultimo grande viaggio in diligenza da Portici a Pescolanciano. Oggi, a settant’anni da quell’impresa romantica, la famiglia d’Alessandro e Giuseppe Angiulli hanno voluto riproporre lo stesso itinerario, coinvolgendo ospiti illustri tra cui S.A.R. Claude d’Orleans.

Il convoglio, trainato da splendidi esemplari di razze equine italiche e campane, con una particolare menzione per i celebri cavalli murgesi, sta attraversando territori ricchi di storia. Il programma prevede tappe significative: dopo la partenza da Gragnano e il passaggio per l’area vesuviana, Caserta e Capua, le carrozze varcheranno il confine regionale arrivando a Venafro mercoledì 15 aprile. Il viaggio proseguirà poi verso Macchia d’Isernia, per giungere il 17 aprile a Pescolanciano e concludersi infine ad Agnone il giorno successivo.

L’evento, documentato integralmente da una troupe cinematografica, non intende solo onorare la memoria di un uomo che scelse di restare fedele alle tradizioni, ma punta anche a valorizzare il patrimonio ippico italiano e a promuovere una nuova consapevolezza del paesaggio. Il procedere lento dei cavalli diventa così uno strumento di scoperta del territorio, lontano dalla frenesia moderna, ricalcando le tracce di quegli “ultimi romantici” che vedevano nel viaggio un momento di autentica connessione con i luoghi e le persone.