Gli inquirenti stanno cercando elementi utili per dare una direzione all’inchiesta per duplice omicidio premeditato, ancora contro ignoti. Attesa per la consegna degli esami condotti dall’Istituto antiveleni ‘Maugeri’ di Pavia


CAMPOBASSO. Mamma e figlia morte per un presunto avvelenamento da ricina, sopralluogo a Pietracatella del capo della Squadra mobile di Campobasso Marco Graziano e di alcuni agenti della Polizia.

Una visita a sorpresa nel paese di Sara Di Vita, 15 anni, e di Antonietta Di Ielsi, morte il 27 e il 28 dicembre all’ospedale ‘Cardarelli’, dove erano arrivate con fortissimi dolori gastrointestinali. Non si conosce ancora la ragione del sopralluogo, che potrebbe essere legato a qualche elemento raccolto negli oltre trenta interrogatori condotti dagli investigatori nei giorni scorsi, tra cui quelli di Gianni Di Vita, 55 anni, padre e marito delle due vittime e della figlia maggiore Alice, 19 anni, sentiti per molte ore in Questura.

In settimana la Squadra mobile, accompagnata dagli esperti della Polizia scientifica, dovrebbe tornare nell’abitazione della famiglia Di Vita, sotto sequestro dai giorni della tragedia, per cercare eventuali tracce di ricina su residui di cibi o stoviglie. Per questo accertamento si attende, con tutta probabilità, la consegna della relazione dell’Istituto tossicologico e antiveleni ‘Maugeri’ di Pavia, diretto dal professor Carlo Locatelli, che due settimane fa ha inviato un alert verbale sulla non negatività alla ricina del sangue delle due donne alla Procura di Larino, che indaga per duplice omicidio premeditato. Risultati che saranno incrociati con gli esiti delle autopsie eseguite dal medico legale Benedetta Pia De Luca, che saranno presentati entro il 30 aprile.

Dagli uffici di via Tiberio e dal Tribunale di Larino non trapela nulla, ma la sensazione è che gli investigatori abbiano in mano qualche elemento importante per un’indagine che si sta rivelando molto complessa. E con l’inchiesta che resta contro ignoti, come ha precisato il nuovo avvocato di Gianni Di Vita, Vittorino Facciolla, che ha sostituito alla guida legale Arturo Messere.

Nel frattempo sono previsti altri interrogatori di amici e conoscenti della famiglia, per ricostruire le ore immediatamente precedenti al momento in cui Sara e Antonella hanno avvertito i primi malori. E capire cosa hanno mangiato, il 23 dicembre, giorno più attenzionato, o la vigilia di Natale, quando però erano a tavola con altre persone che non hanno manifestato sintomi. Cibi preparati in casa o magari portati in dono, questo resta ancora da capire.