Iniziativa promossa da Pax Christi e Movimento dei Focolari per approfondire la nota pastorale della Cei tra analisi dei confini e strategie di cooperazione


TERMOLI. Si è tenuto venerdì 17 aprile, presso la Sala ‘Ecclesia Mater’ della Curia Vescovile di Termoli, un incontro pubblico dedicato all’approfondimento della Nota Pastorale ‘Educare ad una Pace Disarmata e Disarmante’, approvata dalla Conferenza Episcopale Italiana nel novembre 2025. L’evento, coordinato da Antonio De Lellis di Pax Christi Italia, ha visto la partecipazione di autorevoli relatori impegnati nel tracciare un percorso di riflessione che lega le politiche migratorie alla necessità di una conversione radicale alla nonviolenza.

Ad aprire il dibattito è stata Chiara Pagano, ricercatrice dell’Università di Pavia, che ha analizzato il nesso tra militarizzazione dei confini e politiche di controllo delle migrazioni. La studiosa ha evidenziato come la gestione delle frontiere europee, attraverso l’agenzia Frontex e la pratica della ‘condizionalità migratoria’, sia divenuta una forma di cooperazione armata che criminalizza la mobilità umana. Pagano ha inoltre sottolineato la connessione tra le tecnologie di sorveglianza e le strategie di guerra, ponendo l’accento sulla scelta dell’Unione Europea di investire nel riarmo a scapito del welfare, alimentando una logica di vulnerabilità che genera ulteriore conflitto.

L’introduzione alla Nota Pastorale è stata affidata a don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Nazionale CEI, il quale ha ribadito l’urgenza di ‘organizzare la pace’ attraverso un’economia dedicata, il dialogo e la diplomazia, contrastando la costruzione del nemico tipica della propaganda bellicista. Bignami ha ricordato come la tradizione cristiana abbia ormai superato il teorema della ‘guerra giusta’, definendo la pace non come semplice assenza di conflitto, ma come pienezza di relazioni umane. Secondo il direttore della CEI, il conflitto è parte integrante della vita e va ‘abitato’ senza ricorrere alla violenza, attivando la fantasia relazionale che permette di sprigionare soluzioni alternative come il perdono e la giustizia riparativa.

La serata, che ha registrato una numerosa partecipazione di pubblico, si è conclusa con la presentazione delle attività dell’Assemblea Palestina Libera Basso Molise, impegnata in azioni di solidarietà e tutela dei diritti. Dai presenti è emersa la proposta di strutturare un coordinamento locale per dare seguito operativo alle tematiche del disarmo e dell’educazione alla pace trattate durante il convegno.