L’uomo è stato arrestato dalla Polizia a seguito dell’ennesima aggressione nei confronti della 90enne. La vittima, esasperata, ha trovato la forza e il coraggio di chiedere aiuto
CAMPOBASSO. Spaventata ed esasperata, alla fine ha trovato la forza e il coraggio di chiedere aiuto e denunciare quel figlio violento che aveva trasformato la sua vita in un inferno fatto di dolore e paura. La Polizia ha arrestato e trasferito in carcere un 55enne di Campobasso, accusato di maltrattamenti nei confronti della madre di 90 anni.
Diretti dalla procura, gli agenti della Squadra Mobile hanno dato esecuzione all’Ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, disposta dal Gip del Tribunale di Campobasso nei confronti dell’uomo. Arresto che rappresenta l’epilogo dell’urgente e serrata attività d’indagine da “Codice Rosso”, che ha permesso di ricostruire e far emergere le violenze continue subite dalla vittima, ridotta in uno stato di grave sofferenza morale e psichica a causa delle continue ingiurie, svilenti e offensive che ha subito nel tempo nonché delle gravi e concrete minacce di morte, per costringerla ad elargirgli indebitamente somme di denaro.
L’ultimo episodio solo qualche giorno fa. La donna, dopo l’ennesima aggressione subita ha chiamato il numero di emergenza 112 per raccontare agli agenti di aver subito poco prima percosse fisiche dal figlio convivente, che le aveva anche gettato a terra il telefono cellulare per sopraffarla e di impedirle di chiamare i soccorsi. Nell’ottica di garantire una pronta ed efficace tutela della vittima, gli investigatori della Sezione specializzata nei reati del Codice Rosso sono riusciti a far emergere che l’anziana madre, non solo era svilita, umiliata e percossa ma anche assillata e intimorita tanto da essere costretta a corrispondere le somme di denaro, ingiustamente richieste, dal figlio pur di placare la sua furia.
“I fatti – scrive in una nota il procuratore Elisa Sabusco – rappresentano una tipologia delittuosa al cui contrasto questa Procura pone particolare attenzione, anche al fine di prevenire che le condotte persecutorie sfocino in più gravi reati, tant’è vero che, nell’anno in corso, sono state numerose sia le attività di indagine inerenti al Codice Rosso trattate dalle Forze di Polizia di questo distretto che le misure cautelari applicate a tutela delle vittime”.




