Il sindacato, in assenza di risposte, impegnerà la Regione a un confronto pubblico
CAMPOBASSO. Il nuovo Piano Operativo Sanitario 2026-2028 della Regione Molise sta suscitando forti critiche per la sua impostazione ritenuta eccessivamente centralizzatrice e poco attenta ai bisogni dei territori. Secondo le segreterie della Fp Cgil Molise e Abruzzo-Molise, il documento, inserito nel piano di rientro, non partirebbe da un’analisi reale delle esigenze sanitarie locali ma determinerebbe un progressivo arretramento del servizio pubblico, con il rischio di aumentare la migrazione dei pazienti verso altre regioni e di rafforzare indirettamente il privato convenzionato.
Tra le misure contestate vengono citate la chiusura del punto nascita di Isernia, la disattivazione dell’emodinamica di Termoli, la riconversione dell’ospedale “Caracciolo” di Agnone e la concentrazione delle attività complesse su Campobasso, scelte che secondo i sindacati rischiano di penalizzare soprattutto le aree interne e una popolazione sempre più anziana e fragile. La Fp Cgil denuncia inoltre una progressiva fuga di personale sanitario verso altre realtà più attrattive e sottolinea che “questo piano non serve ai pazienti molisani ma rischia di trasformare la sanità pubblica in un sistema sempre meno universalistico e più orientato al profitto”.
La Fp Cgil “in assenza di risposte certe che restituiscano dignità per i pazienti molisani e un lavoro dignitoso per gli operatori sanitari pubblici, impegnerà gli amministratori regionali in un confronto, di fronte a tutte le cittadine e i cittadini, teso a restituire un servizio sanitario pubblico efficiente alla nostra Regione”.




