I genitori del cooperante incontrano la cittadinanza dopo l’archiviazione del caso per approfondire le contraddizioni di una vicenda ancora senza risposte
CAMPOBASSO. Giovedì 7 maggio, a quasi sei anni dalla morte di Mario Paciolla, il cooperante ONU trovato senza vita in Colombia nel 2020, il capoluogo molisano torna a mobilitarsi per sostenere la battaglia della famiglia. L’evento, in programma alle ore 18 presso la Sala Alphaville in via Muricchio, vedrà la partecipazione dei genitori Anna Motta e Pino Paciolla, che per la terza volta saranno ospiti in città per dare seguito all’impegno della scorta civica locale nella richiesta di verità.
L’iniziativa è organizzata dall’associazione ‘Casa del Popolo APS’ con il patrocinio del Comune di Campobasso e prevede un momento centrale dedicato all’approfondimento giornalistico. Durante la serata sarà proiettata l’inchiesta intitolata ‘Mario Paciolla: un caso ancora aperto’, realizzata da Antonio Musella per ‘Fanpage’, alla quale seguirà un dibattito con i familiari del giovane ricercatore.
L’appuntamento si inserisce in un contesto di particolare urgenza dopo che, il 30 giugno 2025, il Tribunale di Roma ha disposto l’archiviazione dell’indagine riconducendo il decesso di Mario a un suicidio. Si tratta di una decisione ritenuta inaccettabile dalla famiglia, dal collettivo ‘Giustizia per Mario Paciolla’ e da numerose realtà sociali, a causa delle gravi contraddizioni rimaste irrisolte. Attraverso le evidenze emerse dal lavoro giornalistico, l’incontro si propone di spiegare le ragioni per cui il provvedimento giudiziario sia considerato irricevibile, rimarcando il valore della mobilitazione della società civile per i diritti inalienabili.




