Il Lions Club incontra le classi prime e dona una sedia a rotelle all’isti suto per abbattere gli ostacoli culturali e architettonici


TERMOLI. Non una semplice lezione frontale, ma un profondo momento di riflessione che ha saputo catturare l’attenzione di una platea di adolescenti. Giovedì 7 maggio, l’Istituto di Istruzione Superiore “Boccardi-Tiberio” ha ospitato un incontro organizzato dal Lions Club Termoli Host dedicato alla disabilità, intesa non come condizione medica ma come sfida sociale e culturale.

L’appuntamento, rivolto agli studenti del primo anno, è nato da un’esigenza concreta: la necessità di supportare una studentessa con difficoltà di movimento. Per rispondere a questo bisogno, il Lions Club ha donato all’istituto una sedia a rotelle, trasformando un gesto di solidarietà in un potente strumento didattico. Ad aprire i lavori è stato Nicola Muricchio, Presidente del Lions Club Termoli Host, che ha illustrato la missione dell’associazione puntando sul concetto di impegno civico quotidiano e rispetto reciproco, mentre il Dirigente scolastico Francesco Marra ha esortato i ragazzi a diventare “facilitatori” attivi dell’inclusione.

Di grande impatto è stato l’intervento della dottoressa Elda Della Fazia, socia Lions, che ha scardinato la definizione tradizionale di disabilità: “Una persona con mobilità ridotta non è disabile in assoluto — lo diventa quando incontra scale, marciapiedi alti o edifici senza rampe”. La dottoressa ha sottolineato come gli ostacoli più difficili da superare non siano quelli in cemento, ma i pregiudizi e l’indifferenza. Citando un esempio quotidiano, ha ricordato come occupare un parcheggio riservato ai disabili rappresenti un attacco diretto alla dignità altrui. Il richiamo al quadro normativo, dalla Convenzione ONU alla Disability Card europea, ha ribadito che le leggi necessitano di una consapevolezza collettiva per essere efficaci.

Il vice preside Tommaso Guerrera ha arricchito il dibattito citando l’esempio di resilienza di Alex Zanardi, ricordando che “la vera disabilità è la rinuncia a partecipare pienamente alla vita”. L’incontro si è concluso con un messaggio di cittadinanza attiva per i giovani del Boccardi: l’accessibilità è un bene comune che migliora la vita di tutti — dagli anziani ai genitori con passeggino — e l’inclusione è una pratica che si costruisce ogni giorno con piccoli, ma significativi, gesti di consapevolezza.