ISERNIA. Si è tenuta oggi, venerdì 10 luglio, presso l’ex Lavatoio di Isernia, la conferenza stampa convocata per gettare ulteriore luce sul cantiere del Lotto Zero. Nel corso dell’incontro, promosso dall’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto con Romano De Luca, da Area Matese con l’avvocato Alfonso Mainelli e dal Comitato No Lotto con Celeste Caranci, sono stati presentati alcuni documenti che, secondo gli organizzatori, chiamano in causa lo Stato e le amministrazioni locali. La denuncia si concentra in particolare sull’esposizione della popolazione al rischio sanitario da inquinamento atmosferico, un aspetto che, sostengono i promotori, non viene monitorato nonostante precisi obblighi di legge e specifici deliberati della Regione Molise.
L’appuntamento arriva a pochi giorni da un massiccio controllo delle forze dell’ordine sul cantiere. Un intervento che i comitati valutano positivamente, ma che a loro avviso non tocca il cuore delle questioni sollevate ormai da anni. “Quell’impianto non poteva essere attivato se non dopo l’allocazione di un sistema di monitoraggio – ha affermato l’avvocato Mainelli – Oggi prefetture, questure, procure e sindaci dovranno spiegare come mai hanno tenuto due scuole, un asilo e una scuola elementare, esposte da settembre a un inquinamento non controllato, in un cantiere che movimenta 330.000 metri cubi di materiale. E non è che non lo sapevano: sapevano tutto, perché da anni lo stiamo dicendo. L’impianto di monitoraggio andava fatto, altrimenti non si potevano iniziare i lavori. Sta scritto a chiare lettere nel protocollo di legalità e nel bando di gara.”
Secondo Mainelli il cantiere sarebbe “formalmente abusivo, perché è decaduto il giudizio positivo di compatibilità ambientale della Regione Molise, subordinato al piano di monitoraggio ambientale”. Sulla stessa linea l’intervento di Caranci: “Quest’opera, che abbiamo sempre definito inutile, costosa e pericolosa, è anche illegale – ha dichiarato – Il monitoraggio dell’area non è stato fatto né prima né durante i lavori. Abbiamo convocato questa conferenza a prescindere dal controllo delle forze dell’ordine: il punto è che l’opera è illegale a monte, ed è lì che tutto va messo in discussione. Lo abbiamo provato, documentato e denunciato da tempo. Serve che intervenga la legge, che la magistratura si muova, così come è avvenuto per il ponte sullo Stretto”.
A sostegno delle accuse, spiegano i promotori, un carteggio nel quale Arpa Molise descrive una situazione di fatto, quello dei monitoraggi ambientali previsti per legge e non eseguiti, elemento che secondo il comitato basterebbe a invalidare l’opera per la mancata valutazione dell’impatto ambientale. Tra le ulteriori criticità elencate, la mancata distanza dalle sorgenti, l’assenza di pareri e varianti del piano regolatore generale e la mancata considerazione dell’opzione zero.
Pierre
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