Gli esperti del Bka collaborano con la Procura di Larino e con la Squadra mobile. Nuovo sopralluogo in casa in vista, per cercare residue tracce di veleno
CAMPOBASSO. Giallo di Pietracatella, per far luce sulla morte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, le due donne avvelenate dalla ricina, gli esperti della polizia tedesca sono arrivati in Molise, per svolgere una serie di attività preparatorie ai prossimi accertamenti che saranno svolti a Pietracatella, con tutta probabilità all’inizio di agosto.
Gli specialisti del Bka, che qualche settimana collaborano nell’inchiesta, hanno incontrato gli investigatori della Squadra mobile guidata da Marco Graziano e la procuratrice di Larino Elvira Antonelli, che indaga per duplice omicidio aggravato dall’utilizzo del mezzo venefico. Collaborazione finalizzata a accertare le modalità di somministrazione della ricina, contenuta probabilmente in un cibo o in una bevanda, come è emerso dalla relazione dell’autopsia.
L’arrivo in Molise del team da Berlino è finalizzato a programmare il sopralluogo nella casa della famiglia Di Vita a Pietracatella, alla ricerca di tracce di ricina su indumenti, superfici e suppellettili, individuabile anche a distanza di mesi con le tecniche sviluppate in Germania.
Intanto proprio a Berlino, nella sede del ‘Robert Koch Institute’, centro all’avanguardia sul tema dei veleni e in particolare sulla ricina, proseguono gli accertamenti sui campioni ematici e biologici delle vittime e sul sangue dei loro familiari Gianni e Alice Di Vita, prelevato due settimane fa a Campobasso. Sempre al Koch sono iniziate le analisi sui 70 alimenti sequestrati in casa dopo il tragico decesso di madre e figlia, trasportati dal Molise alla Germania.
Accertamenti che potrebbero dare risposte importanti, che saranno affiancati agli esiti delle indagini tradizionali, dagli interrogatori all’esame dei dati e delle chat dei telefoni, fino alle eventuali intercettazioni ambientali.




