L’assise decide a maggioranza per lo stanziamento del fondo rischi per l’indennizzo all’Aj Mobilità srl previsto dalla legge a conclusione del procedimento di revoca della gestione. Opposizioni all’attacco: “Un esborso notevole di soldi pubblici che costerà anche posti di lavoro”
ISERNIA. Il Consiglio comunale di Isernia ha affrontato nella seduta di questa sera la discussione e l’approvazione di una variazione al bilancio di previsione finanziario per l’annualità 2026, con l’applicazione di quote vincolate del fondo rischi da rendiconto di gestione 2025, propedeutica al taglio definitivo del numero di stalli a pagamento in città. Al momento del voto, l’Assise ha approvato la decisione 17 voti favorevoli e 7 contrari.
L’assessore Ovidio Bontempo ha illustrato il provvedimento spiegando che la variazione, pari a un importo complessivo di 400mila euro, si è resa necessaria con relativa urgenza per concludere il procedimento di revoca e per le somme occorrenti alla corresponsione dell’indennizzo dovuto per legge in favore della società che gestisce il servizio, ovvero l’Aj Mobilità srl. Bontempo ha chiarito che tale somma era stata prudenzialmente stanziata nel fondo rischi contenzioso dal rendiconto del 2025 e che, in base ai calcoli effettuati dall’amministrazione tramite un’istruttoria interna e un incarico esterno, l’indennizzo stimato dal Comune risulta essere di circa 320.000 euro, a fronte di una richiesta avanzata dalla ditta pari a circa 610.000 euro.
LE INTERVISTE
L’assessore ha poi ricostruito l’iter amministrativo, ricordando l’approvazione della variante al piano generale del traffico urbano del 26 settembre 2024 e il successivo avvio del procedimento di revoca comunicato alla ditta il 23 ottobre 2024, sottolineando il coinvolgimento e la partecipazione di associazioni, comitati e cittadini. Bontempo ha infine precisato che la variazione è propedeutica a una revoca che resta un atto eventuale, successivo e di competenza prettamente gestionale del dirigente, e non del Consiglio o della Giunta.
Dura la reazione delle opposizioni. Il consigliere comunale Giovancarmine Mancini ha espresso la propria contrarietà all’operazione, giudicandola una mossa da campagna elettorale volta a sbandierare l’eliminazione delle strisce blu a spese della collettività. Mancini ha evidenziato che, oltre all’indennizzo, l’operazione comporterà un ulteriore esborso vicino al milione di euro per i pregressi sette anni di gestione, durante i quali – ha spiegato – il Comune non ha versato quanto dovuto alla società né ha incassato i canoni previsti, ad eccezione di quello del primo anno, a causa della mancanza di un contratto formale. “Si preferisce – ha detto – spendere circa un milione e mezzo di soldi pubblici pur di non incassare i canoni per i restanti 7-8 anni di appalto, anziché dialogare con la ditta per giungere a una riduzione concordata degli stalli a pagamento”. Mancini in chiusura ha inoltre sollevato il problema della salvaguardia dei lavoratori impiegati nel servizio di gestione delle soste.
Sulla stessa linea l’intervento del consigliere Eugenio Kniahynicki, il quale ha contestato la delibera chiedendo chiarimenti in merito al concetto di buon andamento della pubblica amministrazione richiamato nell’atto. Kniahynicki ha domandato a quanto ammontino i crediti che l’ente avanza dalla ditta, in che modo si intenda recuperarli e come mai i mancati introiti derivanti dalla rescissione contrattuale non figurino nel testo della delibera. Il consigliere ha infine sostenuto che il provvedimento rappresenti un preciso atto di indirizzo politico verso la struttura tecnica e ha criticato la scelta di rinunciare alla rotazione della sosta, alla riduzione del traffico parassita e alle tutele per i lavoratori del territorio che, a seguito della revoca, rischiano di perdere l’occupazione.
Il consigliere (ed ex assessore nella Giunta d’Apollonio) Domenico Chiacchiari dal canto suo ha rimarcato l’assenza di un vero confronto in commissione, paragonando i soli 180 stalli di Isernia ai numeri di centri più piccoli come Venafro o Pontecorvo, e parlando di un “accordo elettorale” della maggioranza. Chiacchiari ha inoltre aperto una parentesi sul concorso per i vigili urbani, definendolo “un fallimento da 10mila” euro per la presenza di soli due candidati all’orale. Il consigliere Enzo Di Luozzo ha poi chiesto chiarimenti sui reali incassi ottenuti dal Comune rispetto alla spesa deliberata, criticando la perdita del precedente dirigente tecnico. Cesare Pietrangelo ha citato un atto di transazione siglato il 25 aprile 2019 tra il vecchio dirigente Giuseppe Cutone e la ditta, mettendolo a verbale per future responsabilità in caso di risarcimenti milionari: “Mancano otto anni alla scadenza, la ditta farà ricorso e rischiamo di pagare un milione e mezzo” ha ammonito riprendendo l’intervento del collega Mancini, aggiungendo che oltre la metà degli stalli è occupata gratis da vetture ibride o elettriche. Anche Raimondo Fabrizio ha definito l’atto un doppio danno, osservando che la scadenza naturale del bando sarebbe stata a ottobre 2026 e chiedendo l’attivazione di clausole sociali per gli operatori. Dal canto suo, il consigliere Pietro Paolo Di Perna di Fratelli d’Italia ha ricordato che le strisce blu vennero originariamente introdotte a larga maggioranza dal Consiglio come un servizio utile, invitando la Giunta a cambiare interlocutore per mediare anziché procedere a una revoca drastica.
A difesa del provvedimento è scesa in campo la consigliera del Partito Democratico Alessia Panico, la quale ha rispedito al mittente le accuse di disinteresse per i lavoratori: “Ci impegneremo il più possibile perché queste persone non restino senza lavoro” ha affermato, criticando le tariffe elevate e le rigidità del vecchio rapporto economico. La sintesi politica della serata è arrivata con la conclusione del sindaco Piero Castrataro, che ha ricostruito la vicenda evidenziando come l’affidamento originario fosse privo di un vero contratto firmato, un vizio all’origine confermato anche dalle dichiarazioni dell’ex primo cittadino Melogli in campagna elettorale. Il sindaco ha mostrato i dati del Piano urbano del traffico: “La percentuale di sosta era del 16%, per l’84% del tempo quei posti rimanevano vuoti” ha sottolineato, ricordando i danni lamentati dai commercianti del centro storico. Il primo cittadino ha poi definito un controsenso la sosta gratuita per le auto elettriche e ha contestato i costi imposti alle ditte di trasporto extraurbano per l’accesso all’autostazione, ribadendo la priorità assoluta dell’interesse pubblico. Sulla tutela dei dipendenti, il sindaco ha aperto alla possibilità di un affidamento a una cooperativa o a un concorso pubblico volto a valorizzare l’esperienza acquisita.




