Per i consiglieri dem il progetto va attuato, ma nel pieno rispetto del ruolo della Regione e dell’interesse pubblico
CAMPOBASSO. Campus ‘Neurotech Molise 4.0’, i consiglieri regionali del Partito Democratico, Micaela Fanelli, Alessandra Salvatore e Vittorino Facciolla, hanno depositato una mozione con la quale chiedono al Presidente della Regione e alla Giunta di avviare il procedimento di riesame in autotutela della deliberazione n. 213 del 2026 relativa al progetto.
La posizione del Gruppo Pd è chiara, il convinto sostegno alla realizzazione di un Campus tecnologico-professionale in Molise, considerato uno strumento strategico per rafforzare l’offerta formativa, favorire l’innovazione, creare opportunità per i giovani e consolidare il rapporto tra istruzione, ricerca e sistema produttivo.
Ma proprio perché si tratta di un’infrastruttura strategica destinata a incidere sul futuro della regione, i consiglieri dem ritengono che essa debba nascere attraverso procedure pienamente coerenti con il ruolo che la legge attribuisce alla Regione quale soggetto titolare della programmazione, della pianificazione e del coordinamento dell’intervento, nell’esclusivo interesse della comunità molisana.
La mozione, infatti, non mette in discussione il progetto del Campus né i soggetti che vi partecipano, ma richiama l’attenzione sulle modalità con cui la Regione ha costruito e approvato il partenariato.
Dall’esame della documentazione emerge, infatti, che il progetto è stato sostanzialmente costruito sulla base di una proposta già definita dal soggetto privato, poi individuato anche come soggetto attuatore dell’intervento, con il trasferimento allo stesso delle risorse ministeriali destinate alla progettazione e con il rinvio a successivi provvedimenti di elementi essenziali della governance, della titolarità dell’investimento pubblico e delle garanzie patrimoniali.
Ad avviso dei consiglieri del Pd, la Regione avrebbe potuto e dovuto esercitare in modo più pieno il ruolo di guida che la normativa nazionale le assegna. Altre amministrazioni regionali, infatti, hanno preceduto la costituzione dei partenariati con procedure pubbliche o comparative, anche nella scelta della localizzazione degli interventi, così da garantire trasparenza, imparzialità e la più ampia valutazione dell’interesse pubblico.
Una scelta così rilevante, destinata a coinvolgere risorse pubbliche significative e a incidere sulle future politiche regionali della formazione e della ricerca, avrebbe richiesto un’istruttoria più approfondita, una motivazione particolarmente puntuale e la preventiva definizione di tutti gli aspetti essenziali relativi alla governance dell’opera, alla tutela del patrimonio pubblico e alla netta distinzione tra funzioni di programmazione, attuazione e controllo.
La presenza nel partenariato di soggetti riconducibili al medesimo gruppo societario e la forte concentrazione di funzioni in capo agli stessi soggetti, rendono inoltre opportuno un ulteriore approfondimento sotto il profilo della prevenzione di possibili conflitti di interesse.
Per queste ragioni, con la mozione è stato chiesto che la Giunta riesamini la deliberazione, verifichi la completezza dell’istruttoria e, qualora necessario, rinnovi il procedimento attraverso modalità che restituiscano alla Regione la piena centralità programmatoria prevista dall’ordinamento. Un riesame non rappresenta un ostacolo alla realizzazione del Campus, ma uno strumento di garanzia per renderlo più solido, trasparente e pienamente condiviso.
Su temi così strategici per il futuro della regione servono il pieno coinvolgimento delle istituzioni e scelte fondate esclusivamente sull’interesse generale dei cittadini molisani.




