Il dato emerso dallo studio presentato al Ministero dell’Ambiente. Finanziato con i fondi Pnrr, rappresenta il più ampio monitoraggio genetico mai effettuato
ROMA. Sono 81 gli orsi bruni marsicani stimati nell’Appennino centrale. È il dato emerso dal primo censimento genetico realizzato sull’intero areale di distribuzione della sottospecie, presentato oggi al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Lo studio, finanziato con fondi del PNRR, rappresenta il più ampio monitoraggio genetico mai effettuato sull’orso marsicano e ha coinvolto ISPRA, parchi nazionali e regionali, Regioni, Carabinieri Forestali, associazioni ambientaliste e istituti di ricerca.
L’analisi ha stimato una popolazione di 81 esemplari (43 femmine e 38 maschi), con un margine di incertezza compreso tra 73 e 88 individui, distribuiti su oltre 6.000 chilometri quadrati dell’Appennino centrale.
I risultati confermano il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise come principale area di presenza della specie, dove la popolazione risulta stabile o in lieve aumento rispetto al 2014. Allo stesso tempo sono stati rilevati circa 16 orsi nelle aree periferiche, un segnale del graduale processo di espansione dell’areale.
Gli esperti sottolineano però che il futuro della specie dipenderà dalla tutela dei corridoi ecologici, indispensabili per collegare le diverse aree idonee, e dalla capacità di conciliare la conservazione dell’orso con le attività umane. I dati raccolti offriranno infatti una base scientifica per orientare le prossime azioni previste dal Piano d’azione per la tutela dell’orso marsicano (PATOM) e rafforzare le strategie di conservazione di una delle specie simbolo dell’Appennino, ancora gravemente minacciata di estinzione.




