Un grande risultato scolastico, quello ottenuto dai due ragazzi, la cui routine è frutto di un attento bilanciamento tra studio e tempo libero


CAMPOBASSO. Ottenere il massimo dei voti in ogni singola disciplina alla fine dell’anno scolastico è un traguardo che molti considerano irraggiungibile, ma per Federico Tomo e Riccardo Padovani è diventato realtà.

I due studenti hanno concluso il quinto anno al Convitto nazionale ‘Mario Pagano’ di Campobasso con una pagella da sogno: una sfilza di 10 in tutte le materie, senza alcuna lacuna o sufficienza risicata. Nonostante l’eccezionalità del risultato, la loro quotidianità non è fatta di rinunce, ma di un attento bilanciamento tra dovere e tempo libero.

Il carico di studio dei due ragazzi varia a seconda dei periodi e delle verifiche, oscillando tra le due e le sei ore giornaliere. La vera chiave del loro successo risiede nell’organizzazione e nella massima attenzione prestata durante le spiegazioni in classe, che permette di dimezzare il lavoro a casa. Entrambi considerano la vita sociale un elemento intoccabile e fondamentale per mantenere il benessere psicologico e ricaricare le energie nei fine settimana. Anche di fronte alle materie meno amate, i due studenti hanno sviluppato strategie vincenti: Riccardo, appassionato di scienze, affronta i testi umanistici ponendosi sfide personali, mentre Federico sfrutta ogni disciplina per affinare il proprio metodo di studio e trovare connessioni logiche utili alla quotidianità.

Per i due studenti del Convitto, il voto non deve diventare un’ossessione, ma un semplice elemento del percorso, fatto sia di gratificazioni sia di delusioni da superare con costanza e dedizione. L’approccio in aula rivela dinamiche simili, ma con sfumature personali. Sebbene entrambi prediligano i primi banchi per seguire meglio le lezioni, Federico ammette di concedersi talvolta le ultime file per staccare dalla routine. Entrambi respingono l’etichetta di studenti irraggiungibili e si dichiarano sempre pronti ad aiutare i compagni di classe in difficoltà. Anche in famiglia il traguardo è stato accolto con sobrietà, senza premi materiali, poiché lo studio è vissuto come una responsabilità personale e un esercizio di piena indipendenza.

Con il diploma in tasca, i due ragazzi guardano al futuro imboccando strade completamente diverse. Riccardo si trasferirà a Torino per frequentare il corso di Ingegneria Aerospaziale al Politecnico, inseguendo la sua passione per le scienze e lo spazio. Federico ha invece scelto la facoltà di Giurisprudenza, convinto che la forma mentis logico-scientifica appresa al liceo si rivelerà un’arma segreta fondamentale per padroneggiare gli studi giuridici.