La regione è quarta in Italia per flessione della fascia 15-34 anni; a livello provinciale Isernia terza per contrazione, meno pesante il dato di Campobasso


CAMPOBASSO. Negli ultimi dieci anni la popolazione giovanile del Molise, di età compresa tra i 15 e i 34 anni, è diminuita di 10.648 unità, pari al 15,5 per cento. Una percentuale che colloca la regione al quarto posto in Italia per contrazione, dopo Calabria (-18 per cento), Sardegna (-17,2 per cento) e Basilicata (-16,6 per cento), a fronte di una media nazionale ferma al -4,3 per cento. È quanto emerge da una rilevazione dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre su dati Istat aggiornati al 1° gennaio 2025.

Il quadro provinciale restituisce differenze significative all’interno della stessa regione. Isernia figura al terzo posto della graduatoria nazionale con un calo di 4.018 unità, pari al 20,8 per cento, preceduta soltanto dalla provincia del Sud Sardegna (-24 per cento) e da Oristano (-22,7 per cento). Più contenuto, sebbene comunque negativo, il dato di Campobasso, che occupa il ventiseiesimo posto con una diminuzione di 6.630 giovani e una percentuale del 13,5 per cento.

Il Molise si inserisce così in una tendenza che colpisce soprattutto il Mezzogiorno. Secondo l’analisi, nel complesso i giovani italiani tra i 15 e i 34 anni sono diminuiti di quasi 550mila unità in dieci anni, mentre al Sud e nelle Isole la contrazione ha raggiunto il 14,1 per cento, in netto contrasto con il Nord, dove la popolazione giovanile è invece cresciuta grazie soprattutto all’aumento dei residenti stranieri e ai giovani provenienti dal Mezzogiorno.

Lo studio inquadra il fenomeno nella più ampia questione demografica e occupazionale del Paese. Entro il 2029, secondo le previsioni del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere-Anpal, quasi tre milioni di lavoratori italiani lasceranno il mercato del lavoro per raggiunti limiti d’età o di anzianità contributiva, aprendo un problema di ricambio destinato a pesare in particolare sulle piccole imprese. Per il Molise la Cgia stima una domanda di sostituzione di 13.800 addetti nel periodo 2025-2029, di cui 5.300 dipendenti privati.

Sul fronte europeo, infine, l’associazione colloca l’Italia tra i Paesi più colpiti dalla riduzione dei giovani. Negli ultimi dieci anni la diminuzione nazionale è stata del 4,3 per cento, contro una media dell’Eurozona dello 0,4 per cento, mentre Francia, Spagna e Paesi Bassi hanno momentaneamente invertito il segno, in particolare grazie all’apporto degli immigrati.