Il racconto di Gianpiero Taverniti, scrittore e narratore dei territori della Calabria, dopo una recente visita nel capoluogo pentro
ISERNIA. Uno sguardo esterno, capace di cogliere l’anima di una città. È quello che ci regala Gianpiero Taverniti, scrittore e narratore dei territori della Calabria, che dopo una recente visita a Isernia ha voluto raccontare la sua esperienza attraverso un testo ricco di impressioni, emozioni e dettagli. Un invito a riscoprire una città spesso poco conosciuta, ma custode di un patrimonio storico e culturale che merita di essere valorizzato.
di Gianpiero Taverniti
ISERNIA. In una penisola ricca di peculiarità e bellezze, di sicuro c’è spazio anche per la piccola e suggestiva Isernia, stessa che conserva degnamente e civilmente la sua antica parte storica. Un borgo compatto, arricchito dai suoi curati vicoletti, impreziositi dai numerosi e pregevoli b & b, da diversi locali, da qualche bottega artigiana di calzolai e da qualche ceramista e da qualche vecchia fontana che ferma il sigillo, testimoniando la ricchezza di acqua nel Molise. Su tutte domina la fontana Fraterna, una delle opere più importanti e significative del comune pentro, essendo il simbolo della città. Collocata in largo Concezione, costruita nel 1835, ha sei getti d’acqua, le forme del loggiato sono inusuali ed è realizzata con blocchi di pietra calcarea compatta di varie epoche. Le vie del borgo erano pronte per accogliere l’imminente evento, giunto ormai alla V EDIZIONE, denominato” IL BORGO DEL MERLETTO”.
Il merletto da queste parti, ha la sua storia identitaria che viene “tessuta” coerentemente e ininterrottamente sul tombolo. Nobile e lodevole, è l’operato delle associazioni che portano avanti, tutelando questa tradizionale arte e la tecnica artigianale del tombolo, con diverse merlettaie di tutte le fasce d’età, dai più piccini (bambini di 10 anni), ai più adulti, fino ad arrivare agli anziani che sono le migliori maestre di questa magica arte identitaria. Evento che per dodici settimane, fa battere forte il cuore di Isernia. In evidenza dominante in piazza X Settembre, il monumento ai caduti nei bombardamenti del 10 settembre 1943, dove perirono circa tremila isernini, un monumento che all’imbrunire sembra voler accendere la luce sulle nefandezze umane, del passato storico italiano. Uniti in “simbiosi” architettonica, si trovano la chiesa- convento di S. Francesco e il palazzo del comune che sotto i portici del chiostro francescano, a forma quadrata con archi e pilastri in pietra locale, ospita il monumento di S. Tommaso Moro.
Un personaggio importante, un giurista, profeta, scrittore, poeta e ricercatore della giustizia e della verità e forte amante della famiglia e della parola di Dio. Pregevole è il portale della chiesa, in stile romanico del XIII Sec., realizzato con pietra locale con ghiere svasate e con capitelli “addobbati” con sporgenti roselline scolpite e con sopra un rosone cinquecentesco importante. Sulla facciata principale della chiesa, vi è posata una lapide da Medaglia D’Oro al merito alla città d’ Isernia che sopportò con stoico coraggio i bombardamenti aerei nella seconda guerra mondiale che distrussero gran parte del centro storico e uccisero un terzo della popolazione isernina. Vivere a volte delle città che non conosci e che non hanno tanta visibilità mediatica e televisiva, ti aprono gli occhi e ti pungono la curiosità a conoscerle meglio possibile rapportando il tempo di permanenza, apprezzandone le sue peculiarità, perché ogni città ha le sue importanti ricchezze, occorre solo saperle vivere ed apprezzarle e nell’Isernia Experience raccontarle per poterle gustare al meglio. Certamente, a tutto si aggiunge il valore aggiunto dell’umiltà della gente, ornata da profumata accoglienza isernina che ha regalato quel prezioso “merletto umano”, tombolato di ricca semplicità.
LE FOTO di Gianpiero Taverniti




