Il presidente della Provincia rivendica la posizione tenuta contro lo stop del Segretario generale


ISERNIA. Il parere del Consiglio di Stato sul ricorso promosso dal Comitato per l’aggregazione della Provincia di Isernia alla Regione Abruzzo sblocca l’iter referendario. A commentare la pronuncia è il presidente della Provincia, Daniele Saia, che rivendica la posizione tenuta sin dall’inizio della vicenda.

“In merito al parere espresso dal Consiglio di Stato sul ricorso promosso dal Comitato per l’aggregazione della Provincia di Isernia alla Regione Abruzzo, ritengo doveroso intervenire per fare definitiva chiarezza – afferma Saia -. La pronuncia dei giudici amministrativi stabilisce in modo inequivocabile la correttezza della linea che, come presidente, ho sostenuto fin dall’inizio della vicenda, favorendo il diritto alla partecipazione dei cittadini rispetto agli ostacoli burocratici.”

Il presidente ricostruisce quindi i passaggi della questione. “A seguito del deposito delle oltre cinquemila firme dei cittadini per avviare l’iter referendario, il Segretario generale della Provincia aveva dichiarato l’istanza improcedibile in quanto priva di proposta deliberativa – spiega -. Una decisione a cui mi ero fermamente opposto, attraverso l’invio di una nota che invitava lo stesso Segretario a riesaminare la vicenda. Anche l’avvocatura provinciale, su mia richiesta, aveva rassegnato un parere legale nella direzione di consentire l’avvio della procedura referendaria.”

Netta, secondo Saia, la posizione dei giudici. “Il Consiglio di Stato ha confermato le perplessità, esprimendosi affinché il ricorso venga accolto e, quindi, annullato il provvedimento emesso dal Segretario generale, in quanto inficiato da carenza di motivazione ed eccesso di potere – prosegue -. Una netta censura dell’operato burocratico. I giudici hanno chiarito che pretendere dai cittadini l’elaborazione di una bozza di delibera significa tradire gli istituti della democrazia diretta. Pertanto, accolgo favorevolmente questo pronunciamento che rende giustizia alle migliaia di cittadini che hanno firmato per avviare l’iter della consultazione.”

Il presidente rimarca infine la coerenza della propria condotta. “Andando oltre le note trasmesse al Segretario, avevo espresso già pubblicamente e alla stampa la volontà di portare la questione referendaria in Consiglio provinciale, come previsto dalle procedure amministrative – conclude -. Ed è la stessa posizione che ho sostenuto anche negli incontri con i promotori del Comitato per l’aggregazione. Da questo momento il percorso è finalmente sbloccato e si andrà avanti con tutte le procedure del caso. Vi terremo aggiornati.”