Il sindacato attacca il Ministero per l’anno scolastico 2026/27, tra le percentuali di immissioni più basse d’Italia; Fratangelo chiede la stabilizzazione dei precari


CAMPOBASSO. Appena sessantatré assunzioni a tempo indeterminato a fronte di centosettantanove posti vacanti. Sono i numeri delle immissioni in ruolo del personale Ata previste in Molise per l’anno scolastico 2026/27, contestati dalla Segreteria regionale della Uil Scuola Rua, che parla di una “vera e propria emergenza” e di “scarsa considerazione” per il territorio. Il punto è stato fatto nel corso dell’informativa sulle assunzioni, in attesa del decreto definitivo del Ministero dell’Istruzione, sulla base delle tabelle diffuse ai sindacati nazionali nell’incontro del 4 agosto.

Nel dettaglio, la ripartizione per profili segnala sette assunzioni sui ventidue posti disponibili per gli assistenti amministrativi, sei sui ventisei per gli assistenti tecnici e quarantasette sui centoventi per i collaboratori scolastici. Una sola immissione ciascuno per infermieri, guardarobieri e cuochi, mentre non è prevista alcuna assunzione per i funzionari ex Dsga, con due posti disponibili, e per gli operatori delle aziende agrarie, anch’essi con due posti scoperti. Complessivamente, osserva il sindacato, la regione registra una delle percentuali più basse d’Italia, pari al 35,19 per cento rispetto ai posti disponibili.

“Questi numeri sono inaccettabili”, afferma la Uil Scuola, secondo cui senza un adeguato organico le scuole molisane sono costrette a lavorare in condizioni inadeguate, “con segreterie al collasso, laboratori inaccessibili e carenza di vigilanza e assistenza agli alunni per la mancanza di collaboratori scolastici”. Sui centosedici posti residui, ai quali si aggiungeranno circa altri centottantacinque in deroga per un totale di trecentouno disponibilità, si procederà con supplenze annuali fino al termine delle attività didattiche.

Il sindacato inquadra la vicenda nel più ampio tema del precariato. La recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ricorda, ha certificato che la reiterazione dei contratti a termine per esigenze permanenti costituisce un utilizzo abusivo del lavoro precario e impone allo Stato l’adozione di misure per prevenirlo. Di qui la richiesta di un intervento normativo che autorizzi le immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili, superando l’attuale vincolo della sola copertura del turnover, e che trasformi in organico di diritto i posti che rispondono stabilmente a esigenze permanenti delle scuole.

“Per la Uil Scuola la prossima Legge di Bilancio rappresenta l’occasione per introdurre un provvedimento strutturale che modifichi l’attuale normativa – sottolinea il segretario regionale Nicolino Fratangelo -, autorizzi le assunzioni su tutti i posti realmente vacanti e disponibili e dia finalmente attuazione ai principi affermati dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.” Solo così, avverte, sarà possibile garantire la continuità del servizio scolastico e superare una condizione di precarietà “non più sostenibile”, con benefici anche per l’economia regionale grazie alla certezza offerta a oltre trecento lavoratori.

Nota per la redazione: il comunicato reca in calce la data “Campobasso, 06 agosto 2025”, ma i riferimenti interni (anno scolastico 2026/27, incontro del 4 agosto, “in data odierna”) fanno ritenere che si tratti di un refuso per il 2026. Si suggerisce di verificare la data prima della pubblicazione.