Le parole dell’attore, che ieri a Molise Cinema ha presentato ‘Ritorno al tratturo’, il documentario di Francesco Cordio girato interamente in regione. Per lui bagno di folla a Casacalenda
CAMPOBASSO. “Chi vive nelle aree interne, nei piccoli centri, non gode degli stessi diritti di chi vive nelle grandi città: non ha la stessa sanità, non può accedere alla stessa istruzione, pur pagando le stesse tasse di chi vive in città e questo è un grande discrimine”.
Lo ha detto Elio Germano, presentando al festival Molise Cinema di Casacalenda ‘Ritorno al tratturo’, il film documentario girato nelle aree interne del Molise, del quale è protagonista insieme a Giuseppe Tantillo. La regia è di Francesco Cordio.
“Non siamo tutti uguali – ha aggiunto l’attore – e invece proprio in queste aree ci sarebbero le cose che ci fanno davvero ricchi: la qualità dell’acqua, dell’aria, delle cose che mangiamo. Poi c’è un altro tema: laddove non si può accedere a dei servizi, l’unica possibilità di sopravvivenza è la collettività”.
La presenza di Germano a Casacalenda ha richiamato un pubblico numerosissimo, facendo registrare il tutto esaurito in entrambe le proiezioni del film, compresa la replica organizzata al Cinema-Teatro Flavio Bucci per rispondere alla grande partecipazione degli spettatori.
Un’accoglienza particolarmente calorosa per uno degli appuntamenti più attesi della 24ª edizione di MoliseCinema, che ha confermato ancora una volta la capacità del Festival di creare un incontro diretto tra il pubblico, gli artisti e le storie legate al territorio.
Presentato nella sezione Doc Special, ‘Ritorno al tratturo’ è un viaggio lungo un’antica via della transumanza, attraverso paesaggi, comunità e testimonianze di un patrimonio umano, culturale e naturale ancora profondamente vivo. Un viaggio che diventa anche una riflessione sulla ricchezza delle aree interne, sulla loro fragilità e sulla necessità di preservarne memoria, identità e futuro. Il documentario era uno degli eventi speciali annunciati da MoliseCinema proprio alla presenza dei due protagonisti.
Elio Germano e Filippo Tantillo hanno incontrato il pubblico, accompagnando la proiezione e condividendo il percorso che ha portato alla realizzazione del documentario.




