Il 10 agosto in largo Santa Chiara letture, ascolto e riflessione tra i temi dei sentimenti e dell’Economia Civile di Genovesi e Zamagni


GUGLIONESI. Il 10 agosto 2026, nella notte di San Lorenzo, Guglionesi ospita ‘Parole d’amore. La Notte Bianca della Cultura’, l’incontro promosso dal Comitato ‘Polo Culturale Civico Guglionesi’. Non un semplice evento culturale, spiegano i promotori, ma un’esperienza condivisa di ascolto, lettura e riflessione, un invito a riscoprire il valore dei sentimenti come fondamento della convivenza umana.

Il filo conduttore della serata è la riflessione sulla relazione come spazio in cui prende forma l’identità umana. In un’epoca segnata da molti contatti e da sempre più rari incontri autentici, sottolineano gli organizzatori, l’amore non è soltanto un sentimento, ma una forma di conoscenza che cambia il modo di abitare il mondo, capace di ampliare la mente prima ancora del cuore. Di qui l’idea di una Notte Bianca intesa come scelta civile, per custodire il tempo lento del pensiero, della lettura condivisa e dell’ascolto reciproco, con un pensiero anche alle ferite della storia, come quelle delle Foibe, affinché non tornino ad avvelenare il presente.

La riflessione sull’amore si intreccia con quella sull’economia. All’idea dell’Homo oeconomicus orientato al solo vantaggio individuale, il Comitato contrappone il paradigma dell’Economia Civile, nato con Antonio Genovesi e oggi riproposto da studiosi come Stefano Zamagni, che misura la ricchezza anche attraverso la qualità delle relazioni. Sono i cosiddetti beni relazionali, dalla fiducia all’amicizia, dalla solidarietà alla cura, che esistono soltanto se condivisi. “Non si può far la nostra felicità senza far quella degli altri”, ricordano gli organizzatori citando proprio Genovesi.

La sera del 10 agosto, dunque, largo Santa Chiara diventerà lo scenario di una serata di letture, ascolto e condivisione di pensieri. Un appuntamento che, nelle intenzioni dei promotori, vuole trasformare la piazza in comunità e la notte delle stelle cadenti in un laboratorio di umanità, all’insegna di parole capaci di unire invece che dividere, di comprendere invece che giudicare.