L’associazione propone alla sindaca un percorso condiviso con Prefettura, scuole e Terzo Settore; Di Giacomo: “Non solo repressione, servono educazione e prevenzione”


CAMPOBASSO. Sul tema della sicurezza urbana a Campobasso interviene l’Associazione Cultura e Solidarietà, attiva da anni sul territorio come punto di ascolto e di confronto con cittadini e famiglie, che registra “una crescente percezione di insicurezza che non può essere ignorata né minimizzata”. A pesare, secondo il sodalizio, sono i recenti episodi di cronaca che hanno coinvolto giovanissimi, dalle molestie denunciate da due adolescenti nel centro cittadino alle risse tra minorenni, fino ai ripetuti episodi di microcriminalità.

“Non intendiamo alimentare allarmismi – afferma il presidente Aldo Di Giacomo – ma sarebbe altrettanto sbagliato far finta che non esista un problema. La sicurezza è un diritto fondamentale e rappresenta la condizione indispensabile perché una comunità possa vivere serenamente i propri spazi pubblici. I fatti denunciati sono gravi e meritano una risposta ferma da parte delle istituzioni, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, cui spetta accertare responsabilità individuali.”

Per l’associazione, tuttavia, la questione non può essere affrontata soltanto sotto il profilo dell’ordine pubblico. “Occorre un progetto complessivo che affronti insieme i temi della convivenza, dell’integrazione, del disagio giovanile e della prevenzione della devianza – prosegue Di Giacomo -. Le risposte esclusivamente repressive sono necessarie quando vengono commessi reati, ma da sole non bastano. È indispensabile investire anche nell’educazione, nella mediazione culturale, nella responsabilizzazione delle famiglie e nella costruzione di percorsi di inclusione che prevengano situazioni di emarginazione e conflitto.”

Di qui la proposta di un percorso permanente di confronto tra istituzioni e società civile. “Chiederemo un incontro con il sindaco di Campobasso e con la delegata comunale alle Pari Opportunità per avviare un tavolo di lavoro che coinvolga Prefettura, forze dell’ordine, scuole, educatori, associazioni culturali e giovanili, Terzo Settore, servizi sociali e famiglie – annuncia il presidente -. La sicurezza non può essere demandata soltanto alle pattuglie: è una responsabilità collettiva che richiede partecipazione, prevenzione e collaborazione.”

Particolare attenzione, secondo l’associazione, dovrà essere rivolta ai più giovani. “È necessario recuperare i ragazzi prima che il disagio si trasformi in violenza – sottolinea Di Giacomo -. Servono più occasioni di aggregazione positiva, sport, cultura, formazione civica e percorsi educativi. Allo stesso tempo bisogna garantire che ragazze e ragazzi possano vivere liberamente la città senza paura, in qualsiasi quartiere e a qualsiasi ora.”

L’associazione rinnova infine la disponibilità a collaborare con le istituzioni e con il mondo dell’associazionismo per iniziative di sensibilizzazione, ascolto e prevenzione. “Campobasso è una città che ha sempre fatto dell’accoglienza e della coesione sociale un valore – conclude il presidente -. Difendere questi principi significa affrontare con serietà i problemi che emergono, senza alimentare divisioni o contrapposizioni, ma senza neppure negare il disagio che molti cittadini oggi esprimono. Solo attraverso un impegno comune sarà possibile restituire fiducia alle famiglie e rafforzare il senso di sicurezza della nostra comunità.”