Cisl Fp, Fials e Nursind proclamano la protesta per ll 7 settembre, contro la carenza di personale dopo il fallito tentativo di conciliazione in Prefettura


CAMPOBASSO. Le organizzazioni sindacali Cisl Fp, Fials e Nursind hanno proclamato lo sciopero generale del personale del comparto della Sanità pubblica dell’Asrem per l’intera giornata di lunedì 7 settembre 2026, nelle ventiquattro ore per ogni turno di lavoro, garantendo le prestazioni indispensabili previste dalla normativa vigente. Alla base della mobilitazione, la denuncia della grave e persistente carenza di personale in tutti i ruoli e profili professionali.

La proclamazione, in una nota firmata per le tre sigle da B. Delli Quadri e P. Amodei per la Cisl Fp, A. Scocca e F. Luce per la Fials e S. Lepore per il Nursind, arriva al termine dell’iter previsto dalla legge in materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Le sigle ricordano che nelle giornate del 2, 7 e 9 luglio 2026 si sono svolti gli incontri con la Direzione dell’Azienda Sanitaria Regionale del Molise, finalizzati alla ricerca di soluzioni alla carenza di organico, e che il successivo tentativo di raffreddamento e conciliazione, tenutosi il 15 luglio presso la Prefettura di Campobasso, si è concluso con esito negativo.

Secondo i sindacati, la carenza di personale continua a determinare condizioni di lavoro non più sostenibili, tali da compromettere il regolare svolgimento delle attività assistenziali e l’organizzazione dei servizi. I livelli essenziali di assistenza, sottolineano, vengono garantiti esclusivamente grazie al senso di responsabilità e alla disponibilità del personale, costretto da tempo a una sistematica compressione dei propri diritti contrattuali, con continue rinunce a ferie, riposi, recuperi e permessi e una programmazione dei turni spesso non conforme al contratto e alla normativa. Una situazione che, avvertono, determina un concreto rischio di stress lavoro-correlato e di burnout, con ripercussioni sulla qualità e sulla sicurezza delle prestazioni erogate ai cittadini.

Le organizzazioni contestano inoltre all’amministrazione di non aver assunto, nonostante i ripetuti confronti, provvedimenti concreti e tempestivi per ricondurre gli organici ai livelli previsti dalla dotazione dell’Atto Aziendale. Di qui l’appello alle autorità competenti affinché si facciano interpreti del disagio dei lavoratori e promuovano ogni utile iniziativa perché l’azienda proceda con urgenza al rafforzamento degli organici, a tutela sia delle condizioni di lavoro degli operatori sia del diritto dei cittadini a un’assistenza sicura, efficace e di qualità.