Il Sindaco di Isernia chiede alla Direzione Generale numeri e criteri sulla distribuzione dei medici tra i presidi, richiamando il piano dei fabbisogni e il nodo dei privati convenzionati


ISERNIA. Torna sulla questione dei reparti di oculistica degli ospedali pubblici molisani il Sindaco di Isernia, Piero Castrataro, che sposta il confronto sul piano dei numeri e chiama in causa la Direzione Generale dell’Asrem.

“Prendo atto degli interventi a mezzo stampa di queste ore sulla questione relativa ai reparti di oculistica negli ospedali pubblici molisani – premette il primo cittadino – Prima di tutto mi preme chiarire che la mia non è e non sarà mai una polemica tra Sindaci e medici. Questa è una questione di numeri, trasparenza e rispetto per i cittadini. E le risposte dovrebbero arrivare da chi è pagato per gestire e organizzare l’intero Sistema Sanitario Regionale, ovvero dalla Direzione Generale dell’ASReM”.

Il Sindaco richiama quindi la programmazione aziendale. “Dal Piano dei Fabbisogni del Personale dell’Azienda Sanitaria 2024/2026, approvato dalla struttura commissariale con Decreto n. 140 del 9 settembre 2025, emerge chiaramente l’esigenza di assumere 7 medici oculisti nel triennio – spiega – La Direzione spiegasse ai molisani se queste assunzioni sono state fatte e, soprattutto, con quale criterio questi medici siano stati distribuiti tra le tre strutture pubbliche della nostra regione”.

Sul modello organizzativo tra i due presidi, Castrataro precisa la propria posizione. “L’integrazione tra il Cardarelli di Campobasso (hub) e il Veneziale di Isernia (spoke), è senza dubbio un valore aggiunto per la formazione dei giovani medici ed è un principio che abbiamo sempre sostenuto con convinzione. Ma questo non può assolutamente diventare un alibi per lasciare sguarnito l’ospedale di Isernia che, lo ricordiamo, serve un bacino di oltre 80 mila persone”.

Il primo cittadino collega poi la questione al tema degli interventi di cataratta e dei conti della sanità. “Un’assenza di programmazione che pesa due volte, soprattutto se si osserva il volume spaventoso di interventi di cataratta dirottati verso i privati convenzionati – rimarca – Operazioni elettive, dunque programmabili e remunerative, che potrebbero e dovrebbero essere eseguite nelle strutture pubbliche, rendendole finalmente produttive e contribuendo a sanare un debito sanitario che continua inesorabilmente a crescere: oltre 40 milioni, nel solo 2025, sotto questa Direzione Generale”.

Da qui la richiesta conclusiva. “I cittadini non chiedono scuse o scaricabarile, chiedono servizi che funzionano – conclude Castrataro – La Direzione Generale faccia il suo dovere: organizzi la sanità pubblica e dia risposte concrete a questo territorio”.