Continuano le indagini della Mobile per fare luce sulla morte della 15enne Sara e della sua mamma Antonella Di Ielsi. Padre e figlia negativi alla ricina, la Procura: “Al momento non c’è comunicazione scritta”


CAMPOBASSO. Fare piena luce sul decesso della 15enne Sara Di Vita e della sua mamma Antonella Di Ielsi morte a dicembre dello scorso anno per avvelenamento da ricina: vanno avanti le indagini della Squadra Mobile di Campobasso. La novità arrivata nelle ultime ore è che è stato disposto inoltre il sequestro da parte della Procura di Larino di un pc e di una decina di pen-drive di proprietà di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime.

Dispositivi informatici utilizzati da lui, ma che – stando a quanto si apprende – erano anche nella disponibilità di Sara e Antonella. Obiettivo di chi indaga è dunque rinvenire possibili tracce, elementi utili per dare risposte a quello che a tutti gli effetti resta un vero e proprio giallo.

Sequestro che segue quello effettuato lo scorso maggio, quando dalla casa di famiglia di Pietracatella la Polizia portò via, nel corso di un sopralluogo, computer, tablet, chiavette USB e telefoni cellulari. L’inchiesta va dunque avanti, con la Procura che continua a indagare per duplice omicidio aggravato dall’utilizzo del mezzo venefico, ancora contro ignoti.

Indagini che procedono su più fronti per capire cosa sia accaduto alle due vittime, morte a distanza di poche ore all’ospedale di Cardarelli il 27 e 28 dicembre 2025. Si aspettano risposte dalle analisi dei super esperti dell’Istituto Koch di Berlino, considerato il laboratorio più avanzato nello studio della ricina.

Infine, in merito alle indiscrezioni circolate sulla negatività alla ricina di Gianni Di Vita e di sua figlia Alice, la procuratrice di Larino Elvira Antonelli ha spiegato che allo stato “non c’è comunicazione scritta circa la positività anticorpale alla ricina per Gianni e Alice Di Vita. Il quesito nel merito è stato posto al team tossicologico italo tedesco. L’esame è particolarmente impegnativo e le risposte attese sono due. Le indagini continuano con acquisizioni di informazioni da parte delle persone informate sui fatti”.