La sentenza conferma la condotta illecita dell’ente ma respinge le richieste su indennità non percepite, chance politica e immagine: al ricorrente sono dovuti solo 7mila euro a fronte dei 600mila richiesti. Parte il ricorso in Appello
CAMPOBASSO. La Regione Molise dovrà risarcire ad Antonio Tedeschi esclusivamente il danno biologico, quantificato in 7.097 euro, a seguito dell’illegittima estromissione dal Consiglio regionale. Lo ha stabilito il Tribunale civile di Campobasso con la sentenza emessa il 28 luglio 2026 dal giudice Rossella Casillo, che ha respinto le richieste dell’ex consigliere relative alle indennità non percepite, all’assegno di fine mandato, alla perdita di opportunità politiche e al danno all’immagine, ridimensionando una pretesa economica complessiva che ammontava a 600mila euro.
La decisione, tuttavia, non chiude la vicenda. I legali di Tedeschi Pino Ruta, Margherita Zezza e Roberto Di Iorio hanno comunicato di aver già ricevuto mandato per impugnare la sentenza innanzi alla Corte di Appello di Campobasso, ritenendola gravemente lesiva dei diritti del proprio assistito. a difesa, in particolare, ritiene che le statuizioni contenute nella sentenza non siano coerenti con la chiara pronuncia della Corte di Cassazione e con i recentissimi precedenti dello stesso Tribunale di Campobasso relativi a casi identici. Sarà pertanto la Corte di Appello a essere chiamata a riesaminare la vicenda e le domande risarcitorie proposte nell’interesse di Antonio Tedeschi.
Tedeschi, terzo dei non eletti nella propria lista alle Regionali del 2018, era subentrato come supplente a Vincenzo Niro in virtù della legge regionale 20 del 2017, che sanciva l’incompatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere. Dopo una temporanea revoca dell’incarico assessorile a Niro, Tedeschi aveva lasciato l’Assemblea; con il reingresso di Niro in Giunta il 3 maggio 2020 sarebbe dovuto scattare un nuovo subentro, ma la maggioranza aveva approvato la legge regionale 1 del 2020 che ha cancellato l’incompatibilità e l’istituto della surroga temporanea, con applicazione immediata alla legislatura in corso. Il provvedimento precluse il rientro nell’Assise di Palazzo D’Aimmo a Tedeschi, Filoteo Di Sandro, Paola Matteo e Massimiliano Scarabeo. Ma la Corte di Cassazione aveva successivamente accertato il diritto di Tedeschi a occupare il seggio nel periodo di incompatibilità di Niro, evidenziando che le novità normative non potevano agire retroattivamente sull’assetto elettorale del 2018.
Il giudice ha chiarito che la responsabilità civile dell’ente non risiede nell’attività legislativa in sé, bensì nella concreta gestione della posizione di Tedeschi attraverso l’applicazione retroattiva delle modifiche. Tale condotta, qualificata come colposa per negligenza e imprudenza, ha leso i principi di correttezza, imparzialità e buon andamento amministrativo, insieme al diritto di elettorato passivo e al legittimo affidamento. Pur non essendo formalmente vincolante per l’amministrazione di via Genova, la precedente pronuncia della Cassazione ha costituito una decisiva prova per accertare l’illegittimità dell’esclusione.
Sul fronte risarcitorio il pronunciamento si discosta dalle decisioni assunte per gli altri consiglieri supplenti, negando il pregiudizio patrimoniale quantificato da Tedeschi in 401.250 euro (di cui 367.500 per indennità e rimborsi e 33.750 per fine mandato). La sentenza evidenzia che i compensi per le cariche elettive hanno natura indennitaria e non retributiva, presupponendo l’effettivo svolgimento del mandato. Rigettate anche la domanda per perdita di chance politica, per mancanza di elementi certi sulle dinamiche di una rielezione, e quella per danno all’immagine, non essendo emersa una compromissione della reputazione pubblica.
La condanna a carico della Regione riguarda quindi soltanto il danno biologico: la perizia medico-legale ha rilevato un disturbo cronico dell’adattamento medio-lieve da stress post-traumatico provocato dall’estromissione, con un’invalidità permanente del 5 per cento liquidata in 7.097 euro secondo i parametri del Tribunale di Milano. All’importo si aggiungeranno gli interessi compensativi dal 3 maggio 2020 e quelli legali, oltre alla rifusione di 5.077 euro per le spese legali e agli oneri per la consulenza tecnica d’ufficio.




