Venerdì 21 agosto il concerto promosso dagli Amici della Musica dedicato ai grandi autori del Novecento tra swing, teatro e colonne sonore
CAMPOBASSO. Prosegue il cartellone estivo promosso dall’APS Amici della Musica Walter De Angelis, con la direzione artistica di Antonella De Angelis. Venerdì 21 agosto, alle ore 21:00, la cornice di Villa De Capoa farà da scenario a un nuovo appuntamento della sezione ‘Musica in Villa’ con il concerto intitolato ‘Souvenir d’Italie’, che vedrà protagonista Stefano Maria Pardo, impegnato al pianoforte, alla voce e nella cura degli arrangiamenti.
Sul palco Pardo sarà affiancato da una formazione composta da Manuel Trabucco ai saxofoni, Daniele Fratini alle chitarre, Claudio Marzolo al contrabbasso e Luca Di Battista alla batteria. Lo spettacolo propone un percorso attraverso la musica italiana del Novecento, spaziando tra canzone, swing, teatro e cinema, per rendere omaggio ai compositori e agli autori che hanno segnato il patrimonio culturale e l’immaginario collettivo nazionale.
Il programma della serata alternerà pagine storiche firmate da Garinei, Giovannini e Gorni Kramer, quali ‘Merci beaucoup’, ‘Donna’, ‘Oh Baby Kiss Me’ e ‘Soldi, soldi, soldi’, fino all’intramontabile ‘Roma nun fa’ la stupida stasera’ di Garinei, Giovannini e Armando Trovajoli. Ampio risalto sarà dato anche alle composizioni per il grande schermo a firma di Piero Piccioni, tra cui ‘La marcia di Esculapio’, ‘Bossa per Alberto’, ‘Ma ’ndo… Hawaii’ e i brani legati al sodalizio con Alberto Sordi come ‘Breve amore’ e ‘Amore amore amore’.
La scaletta toccherà inoltre ‘Tomorrow night’ di Gorni Kramer, ‘Amore, fermati’ di Terzoli, Zapponi e Kramer, ‘Quando mi dici così’ di Amurri e Ferrio, ‘Spaghetti a Detroit’ di Migliacci e Bongusto e ‘Nessuno al mondo’ di Crafer e Nebb. Il repertorio sarà arricchito da pietre miliari della tradizione melodica e ritmica del Paese, tra cui ‘I sing ammore’ di Calabrese e Massara, ‘Anema e core’ di Manlio ed Esposito, ‘Torero’ di Nisa e Renato Carosone e ‘Canto (anche se sono stonato)’ di Chiosso e Lelio Luttazzi, offrendo una rilettura concertistica che coniuga memoria storica e sensibilità contemporanea.




