Il responsabile Giustizia del partito rivendica la validazione del modello nelle sedi competenti e rilancia le accuse sul quadriennio 2018-2022
CAMPOBASSO. Sul dibattito relativo alla sanità molisana interviene anche Oreste Scurti, responsabile del Dipartimento Giustizia della Lega del Molise, con una replica al consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani. Nei giorni scorsi Primiani aveva parlato di nuove bocciature contenute nel verbale del Tavolo di monitoraggio ministeriale sul DM 70, chiedendo un’informativa urgente della struttura commissariale in Consiglio regionale. Una lettura respinta dai commissari Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo, secondo i quali la nuova rete ospedaliera del Molise è stata invece approvata dal Tavolo ministeriale, con osservazioni e punti di attenzione da monitorare in fase attuativa. In questo quadro si inserisce ora l’intervento del rappresentante della Lega.
“Caro consigliere Primiani, leggo con attenzione le Sue dichiarazioni e mi vedo costretto a replicare punto per punto, nell’interesse esclusivo della salute dei molisani – quella salute che qualcuno oggi difende concretamente, e qualcuno invece agita mediaticamente a uso elettorale” – scrive l’avvocato Scurti.
Sul nodo dei tempi della Rete Ictus, il rappresentante della Lega respinge la lettura del consigliere. “Le tempistiche per l’attivazione della Neuroradiologia e della Radiologia interventistica presso il Cardarelli – giugno 2027 per le strutture, 2028 per il reclutamento degli specialisti – non sono una sconfitta: sono scadenze programmatiche imposte dai Ministeri nell’ambito dell’attuazione del D.M. 2 aprile 2015, n. 70, il decreto che definisce gli standard qualitativi, strutturali e tecnologici dell’assistenza ospedaliera e disciplina le reti tempo-dipendenti (voluto e varato da quelli che politicamente sono simili a Lei). E soprattutto, consigliere Primiani, quella Rete Ictus ha superato il vaglio del TAR del Molise – prosegue – Il Tribunale Amministrativo Regionale, organo dotato di piena cognizione tecnica e giuridica in materia di atti commissariali e di programmazione sanitaria, che ha ritenuto legittima questa modalità procedurale salvavita. Un consigliere regionale può dissentire ma non può sostituire la propria valutazione a quella di un giudice terzo e indipendente”.
Sul tema dell’accesso dei pazienti al Neuromed, struttura priva di Pronto soccorso, Scurti contesta l’impostazione del consigliere. “Il Suo argomento sull’assenza di un Pronto Soccorso presso Neuromed come ostacolo all’accesso autonomo dei pazienti rivela, con tutto il rispetto, una comprensione parziale e carente del sistema. L’accesso autonomo non significa accesso incontrollato: esso avviene attraverso il filtro dei medici di medicina generale, dei Pronto Soccorso degli ospedali molisani e delle altre strutture sanitarie del territorio. È un modello integrato, non una porta girevole senza presidio – aggiunge – Ciò che conta è che Neuromed, proprio grazie a questa snellezza procedurale, è in grado di ricoverare e trattare tempestivamente i pazienti colpiti da ictus, salvando vite che una burocrazia ridondante avrebbe potuto compromettere. In dieci mesi di operatività, non c’è stato alcun episodio critico riconducibile a questa modalità di accesso: un dato che parla da solo”.
Il passaggio più diretto della replica riguarda il quadriennio 2018-2022. “Qui viene il punto più scomodo, consigliere. Dal 2018 al 2022, il Governo nazionale sostenuto dal Movimento 5 Stelle e dal PD ha avuto piena facoltà di intervenire sulla sanità molisana con risorse straordinarie – comprese quelle rese disponibili nella fase più drammatica della pandemia. In quel periodo, sono stati chiusi gli ospedali di Venafro e il Vietri di Larino, sono stati soppressi reparti a Isernia, Campobasso e Agnone. Scelte compiute o non impedite da chi oggi alza la voce – sostiene Scurti – Se le ‘gravissime lacune’ che Lei denuncia avessero davvero angustiato la Sua coscienza civica, quello era il momento di agire. Nulla fu fatto. O quasi”.
Da qui la conclusione. “La sanità molisana ha bisogno di costruttori, non di demolitori. Neuromed salva vite ogni giorno. La Rete Ictus è un modello – migliorabile come tutto ciò che è umano, ma funzionante e validato nelle sedi competenti – conclude – Le critiche siano benvenute quando sono documentate, tempestive e disinteressate. Quando invece arrivano in piena estate, firmate da chi ha avuto anni per agire e non lo ha fatto, il cittadino molisano – quello vero, quello che aspetta un’ambulanza e conta i minuti – merita di sapere la differenza tra chi difende la sua salute e chi la usa per scopi esclusivamente politici”.




