La moglie e i fratelli del pescatore di cui non ci sono tracce dal 2 aprile esprimono il loro dolore e la loro esasperazione. E chiedono di sapere quando ci sarà il dragaggio del fiume


CAMPOBASSO. Scomparso nel crollo del fiume Trigno, nuovo appello a riprendere la nuova fase delle ricerche da parte dei familiari di Domenico ‘Mino’ Racanati, il pescatore 53enne di Bisceglie di cui non c’è più traccia dallo scorso 2 aprile.

Un appello lanciato dalla moglie Vanessa e dai fratelli dell’uomo, Alessandro e Marisa, che dicono basta alle attese.

“Mancano dieci giorni al 2 settembre – ha scritto sui social Vanessa rivolgendosi alle autorità – Quel giorno saranno cinque mesi da quando mio marito è scomparso dopo il crollo del ponte sul fiume Trigno, in Molise. Io sono ancora qui. Sto ancora aspettando di sapere la data precisa in cui verrà effettuato il dragaggio”.

“Non voglio più sentire ‘a breve’, ‘si sta lavorando’, ‘appena sarà possibile’. Dopo cinque mesi abbiamo bisogno di una data, di un piano e di fatti. Posso comprendere che esistano difficoltà tecniche, problemi di sicurezza, autorizzazioni e procedure che devono essere rispettate – ha aggiunto la moglie dello scomparso – ma quello che non posso più accettare è un’attesa senza una scadenza, senza certezze e senza risposte concrete. Non vi sto chiedendo un favore. Vi sto chiedendo di fare tutto ciò che è necessario per ridarmi mio marito. Non smetterò di parlare, non smetterò di fare domande, non smetterò di pretendere risposte”.

“Perché aspettare ancora se è tutto pronto? Il 5 giugno sono state trovate masse ferrose nel fiume Trigno riconducibili forse all’auto di mio fratello Mino – ha scritto su Facebook la sorella Marisa Recanati – Prima attendiamo la burocrazia, poi saltano fuori gli ordigni bellici e passa altro tempo per trovare una ditta specializzata per dragare il fiume. Oggi, 24 agosto, è ancora tutto fermo. Mio fratello ha il diritto di tornare a casa. Noi chiediamo a gran voce: basta promesse. Basta attese”.