Entro il 23 settembre la presentazione del dossier, che ha visto il coinvolgimento della associazioni e degli operatori culturali del territorio. A dicembre l’indicazione delle dieci città finaliste, con la proclamazione della vincitrice prevista per marzo 2027. Tutti i dettagli in una conferenza stampa che si è svolta oggi in Comune
di CARMEN SEPEDE
CAMPOBASSO. ‘Dove la storia mette le ali’. Questo lo slogan scelto dall’Amministrazione comunale di Campobasso per presentare il dossier relativo alla candidatura del capoluogo a Capitale della Cultura 2029.
Un progetto che punta sull’identità del territorio, mettendo al centro della programmazione la grande tradizione dei Misteri. E che punta a fare della cultura una leva di rigenerazione urbana, coesione sociale, sviluppo sostenibile e nuova attrattività per la città e per l’intera regione, come è stato detto nella conferenza stampa che si è svolta oggi a Palazzo San Giorgio.
Il logo scelto richiama la merlatura del Castello Monforte, con una farfalla che rimanda al volo degli Ingegni e all’immagine stessa della regione Molise. L’elemento della valorizzazione delle aree interne è centrale, il tema è italiano se non europeo, così come non si nasconde l’isolamento che vive la città anche a causa della chiusura della stazione ferroviaria, per lavori.
Sono 17 le città italiane, tutte medio-piccole come prevede il bando, che hanno presentato la candidatura, tra queste Cremona e Cassino. Dopo la presentazione del dossier, la scadenza è fissata al 23 settembre, ci sarà una prima selezione. L’annuncio delle 10 città finaliste è previsto per dicembre, mentre la proclamazione della città Capitale della Cultura 2029 è fissata a marzo 2027.
“La nostra è una candidatura di Campobasso e dell’intero Molise – ha affermato la sindaca Marialuisa Forte – supportata dal patrocinio della Regione Molise e delle Province di Campobasso e Isernia. Abbiamo dato vita una rete di cui fanno parte le associazioni culturali, a partire da ‘Misteri e tradizioni’, coinvolte attivamente nella progettazione, che ha visto anche l’indicazione di un Comitato tecnico-scientifico. Ma è tutta la cittadinanza che deve sentirsi coinvolta”. Senza steccati politici, come è stato evidenziato.
“Si guarda al futuro con la consapevolezza dell’importanza di conoscere il passato, quindi la storia e le tradizioni – ha detto l’assessore alla Cultura Adele Fraracci – Se non si ha coscienza e orgoglio della propria storia non può esserci un orizzonte futuro. La ricchezza vera è stata quella di mettere in rete le associazioni e operatori culturali che hanno co-progettato con il Comune il dossier, affinché queste tradizioni non vengano considerate opere imbalsamate ma possano darci tanto come linguaggi culturali nuovi, che poggiano su contaminazioni differenti aperte ai linguaggi dell’arte, della filosofia e della letteratura e di tutto ciò che è cultura”.
L’assessore Fraracci ha spiegato perché si è deciso di puntare sui Misteri. “Siamo partiti proprio dal volo dei Misteri, un volo che ha poi contaminato tutte le altre idee per mettere a punto un dossier con le ali”.




