La consigliera dem lega denatalità e servizi per l’infanzia, denunciando il taglio alla quota per i territori svantaggiati e l’inerzia della Regione
CAMPOBASSO. Sul tema della denatalità e delle politiche per l’infanzia interviene la consigliera regionale del Partito Democratico Micaela Fanelli, che chiede al presidente della Regione, Francesco Roberti, di opporsi in Conferenza Unificata al nuovo Piano d’Azione 0-6 del Ministero dell’Istruzione e del Merito, giudicato penalizzante per i territori più fragili.
Il ragionamento della consigliera parte dagli approfondimenti pubblicati sulla stampa nazionale. “Non si può parlare a vanvera di natalità mentre si tagliano le risorse proprio laddove gli asili nido mancano – afferma Fanelli – Come svelato da Marco Esposito sul nuovo Piano d’Azione 0-6 del Ministero dell’Istruzione e del Merito, siamo di fronte a una scelta iniqua e regressiva”. La denuncia riguarda in particolare la revisione del Fondo 0-6. “La quota perequativa del Fondo 0-6 destinata ai territori svantaggiati viene dimezzata dal 20% al 10%, per un taglio complessivo di 193 milioni di euro sull’insieme del piano – spiega – Nel contempo, sale dal 40% al 50% la quota destinata ai territori che dispongono già di servizi per l’infanzia”.
Un meccanismo che, secondo la consigliera, rischia di aggravare i divari territoriali, a fronte di una copertura dei servizi educativi per l’infanzia che i dati Istat citati collocano al 31,6% a livello nazionale ma al 19% nel Mezzogiorno. Fanelli richiama inoltre l’obbligo di cofinanziamento regionale, pari a 250mila euro per ogni milione erogato dallo Stato, considerato un ulteriore ostacolo per le Regioni meridionali in equilibrio finanziario fragile.
La consigliera lega il quadro nazionale all’emergenza demografica molisana, richiamando i dati Istat e del Censimento 2024. “Nel 2025, in Italia le nascite sono scese a circa 355 mila, con la fecondità a 1,14 figli per donna. Il Molise registra un calo demografico del 6,5 per mille, il secondo peggior dato nazionale dopo la Basilicata – osserva – Il Censimento Istat 2024 certifica per la nostra regione 287.814 residenti, appena 1.561 nati e ben 19 Comuni con un tasso di natalità pari a zero”. Numeri che, aggiunge, fotografano “una terra che rischia l’estinzione sociale”, a fronte di una Giunta regionale che a suo giudizio “continua a fare melina”.
Da qui una serie di domande rivolte al presidente Roberti e alla Giunta sulle risorse proprie investite per gli asili nido nei Comuni che ne sono sprovvisti, sulle strategie per il lavoro femminile e la conciliazione dei tempi di vita e sulle iniziative assunte verso il Governo centrale. “Cosa ha fatto finora la Regione Molise per difendere il diritto alla sopravvivenza demografica ed economica del nostro territorio? Quali risorse proprie sono state investite per realizzare asili nido nei Comuni molisani che ne sono totalmente sprovvisti? Quale strategia politica è stata messa in campo per sostenere il lavoro femminile, la genitorialità e la conciliazione dei tempi di vita? Quali iniziative istituzionali sono state assunte nei confronti del Governo centrale per bloccare il Piano 0-6 del Ministero dell’Istruzione, che penalizza i territori più fragili come il Molise?”
La consigliera annuncia infine un’iniziativa in Aula. “Poiché il Piano d’Azione 0-6 dovrà andare in Conferenza Unificata, cogliamo l’occasione per chiedere al presidente Roberti di esprimere formalmente la ferma contrarietà del Molise – conclude – E sulla questione annuncio che presenterò in Consiglio Regionale una mozione per orientare l’intera Aula in questa necessaria ed indispensabile direzione”.
“Perché amministrare l’esistente – chiosa Fanelli – non basta più. Quando un territorio perde giovani, bambini e futuro, serve una scossa politica e programmatica radicale fatta di servizi, trasporti, sanità, lavoro e diritti per le donne. Continuare a declinare la natalità solo negli slogan, tollerando che il Molise si svuoti giorno dopo giorno, non è un destino cinico e baro, è una precisa responsabilità politica”.




