Il coordinamento contesta le posizioni di ‘Futuro Nazionale’ su femminicidio, legge 194 e unioni civili


TERMOLI. Le Donne Dem Molise intervengono con una nota di ferma condanna nei confronti del programma del generale Roberto Vannacci e delle sue affermazioni, giudicate lesive dei diritti e delle conquiste civili raggiunte nel Paese. Nel mirino del coordinamento alcuni punti del programma della nuova formazione politica ‘Futuro Nazionale’.

Il primo riguarda il tema del femminicidio. “Il femminicidio non identifica semplicemente il genere della vittima, ma le ragioni e il contesto in cui una donna viene uccisa: sopraffazione, possesso, senso di superiorità, controllo e volontà di negarne libertà e autodeterminazione”, scrivono le Donne Dem, che contestano in particolare il richiamo al cosiddetto “patriarcato mediterraneo”, inteso come uno schema in cui la donna sarebbe un soggetto da proteggere da parte del sesso maschile. “È una contraddizione inaccettabile: il patriarcato non può essere presentato come antidoto alla violenza sulle donne – proseguono – Si tratterebbe, al contrario, di un drammatico arretramento culturale e sociale, che non può lasciare indifferenti”.

Il secondo punto contestato è quello sull’interruzione di gravidanza. “La Legge 194 non è nata per favorire l’aborto, ma per impedire che le interruzioni di gravidanza avvenissero nella clandestinità, con tutti i rischi che ciò comportava – osserva il coordinamento – Rivendichiamo il principio fondamentale secondo cui ogni donna deve poter decidere del proprio corpo e della propria vita”. Presentare l’eliminazione dell’aborto come strumento per aumentare le nascite, aggiungono, significherebbe riproporre “una visione controllante della donna”, relegandola al ruolo di “angelo del focolare”.

Critiche anche sul terzo punto, relativo alle unioni civili e ai contenuti di genere. “La negazione delle unioni civili rappresenterebbe un grave passo indietro rispetto a diritti civili conquistati con anni di battaglie – sottolineano le Donne Dem – Occorre spiegare quale sarebbe il destino delle famiglie che sono nate proprio grazie a una legge di civiltà come quella sulle unioni civili”. Altrettanto preoccupante, per il coordinamento, la proposta di ridurre i contenuti legati al genere nelle fasce protette, dietro cui si intravedrebbe “una volontà di marginalizzare le persone omosessuali e di limitarne visibilità e riconoscimento”.

Da qui l’appello conclusivo a non sottovalutare simili posizioni. “Se tali posizioni dovessero tradursi in forza politica e, successivamente, in leggi dello Stato, il problema riguarderebbe tutti noi. Perché togliere diritti e libertà a qualcuno significa impoverire e mettere in pericolo l’intera società – concludono – Le Donne Dem Molise continueranno, con voce unanime e ferma, a difendere la libertà, l’autodeterminazione, la dignità e i diritti di ogni persona”.