Nei prossimi giorni sarà sentito il marito della professoressa amica di Gianni Di Vita. I risultati degli accertamenti in corso a Berlino, intanto, potrebbero fornire ulteriori risposte su come la sostanza tossica è arrivata in casa
CAMPOBASSO. Giallo di Pietracatella, per far luce sulla morte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, madre e figlia avvelenate dalla ricina, sono riprese le audizioni in Questura.
Dopo il confronto all’americana tra Gianni Di Vita e una sua amica di vecchia data sarà presto sentito dagli investigatori il marito della professoressa, la cui testimonianza è considerata importante nell’indagine.
Nei prossimi giorni l’uomo, tecnico di laboratorio scolastico, dovrebbe essere convocato dalla procuratrice Elvira Antonelli e dal capo della Squadra mobile Marco Graziano. Tra gli elementi da approfondire ci sarebbero anche alcuni messaggi scambiati in passato con la stessa Antonella.
Nel frattempo si continuano a sentire familiari, amici e conoscenti. Una cerchia piuttosto ampia, considerando che Gianni Di Vita, padre e marito delle due vittime, gestiva insieme alla moglie uno studio commerciale.
Sul fronte degli accertamenti scientifici, intanto, probabilmente già la prossima settimana, dovrebbero arrivare i primi esiti delle analisi affidate al ‘Robert Koch Institut’ di Berlino, centro all’avanguardia mondiale nello studio sulla ricina, che sta esaminando 131 reperti raccolti nell’ultimo sopralluogo nella casa di Pietracatella, alla ricerca del potentissimo veleno che ha ucciso madre e figlia.
Una svolta, comunque è attesa a breve. Con l’inchiesta che a breve potrebbe prendere una direzione precisa, sempre che la Procura di Larino non chieda una proroga nelle indagini. Possibile, visto il caso così complesso. Un caso unico in Europa, come è stato definito.




