A margine dell’incontro di ieri a Bruxelles, il consigliere delegato ha sottolineato l’importanza di fare fronte comune per accendere i riflettori sulle difficoltà di una filiera strategica
BRUXELLES. Le Regioni italiane dell’automotive fanno fronte comune a Bruxelles per portare all’attenzione delle Istituzioni europee le difficoltà di una filiera strategica per il Paese e per l’Europa. In merito il consigliere delegato della Regione Molise Andrea Di Lucente, che ha richiamato l’attenzione sugli effetti della transizione industriale su occupazione e territori, a margine dell’incontro di ieri.
“Abbiamo ancora la possibilità di rivedere alcune scelte e correggere il percorso intrapreso – ha sottolineato Di Lucente – ma serve una rappresentanza parlamentare italiana unita, capace di mettere al primo posto l’interesse nazionale e la competitività del sistema produttivo”.
Il Molise, ha evidenziato, rappresenta un caso emblematico. “Abbiamo perso – ha evidenziato – la possibilità di realizzare una gigafactory non per inefficienze o demeriti del nostro territorio, ma anche perché in Europa esistono condizioni di competitività profondamente diverse. Basti pensare che il costo dell’energia in Spagna è circa un terzo di quello italiano”.
Una situazione che, secondo Di Lucente, va affrontata in una prospettiva nazionale, “Quello che accade oggi in un territorio può diventare domani una questione nazionale. La transizione non può trasformarsi in desertificazione industriale: non possiamo perdere competenze, investimenti e posti di lavoro”.
Da qui il valore del fronte comune delle Regioni. “Territori diversi per dimensioni e caratteristiche produttive si sono riconosciuti nelle stesse priorità e hanno scelto di presentarsi insieme davanti alle Istituzioni europee. È così che possiamo far sentire più forte la nostra voce e chiedere all’Europa di accompagnare la transizione industriale senza lasciare indietro i territori.
Dal Molise all’Europa – ha concluso Di Lucente – dobbiamo continuare a difendere il lavoro, la nostra industria e la competitività dei nostri territori”.




