La notizia, ha detto il capogruppo di Forza Italia, appresa da una comunicazione di una rappresentante dei genitori
CAMPOBASSO. Studenti della scuola dell’infanzia di via Jezza spostati in via Piave. Una notizia diffusa dal capogruppo di Forza Italia Domenico Esposito, appresa da una segnalazione di una rappresentante dei genitori.
“Una comunicazione – ha affermato il consigliere – avvenuta nel pomeriggio, a voce, da parte della responsabile di plesso, visibilmente imbarazzata, che riferiva di una disposizione del Comune – non si sa se del sindaco o di un assessore – con la formula testuale “è così e basta”. Stigmatizziamo con forza questo modus operandi improvvido, azzardato e totalmente irrispettoso nei confronti delle famiglie e soprattutto dei più piccoli”.
“Ci chiediamo – ha aggiunto Esposito – quale atto ufficiale dispone questo spostamento? Ad oggi nulla risulta sull’Albo pretorio del Comune e nulla risulta sulla bacheca Argo dell’Istituto. Le famiglie hanno appreso la notizia con una telefonata. È questa la trasparenza di chi amministra il capoluogo di Regione? Si è valutato il disagio logistico? Ci sono famiglie di zona via Jezza, via Duca d’Aosta, San Giovanni, che hanno una sola autovettura, dove un genitore scende a piedi e accompagna il figlio a scuola mentre l’altro è già al lavoro. Ora gli si chiede di attraversare l’intera città per raggiungere via Piave. Come si organizzano in tre giorni? Il plesso di via Piave è realmente idoneo per bambini dai 3 ai 6 anni? Ha agibilità, certificazione antincendio, autorizzazione ASL per mensa e servizi? Oppure scopriremo solo lunedì che la scuola è chiusa e i bambini davanti al cancello di via Jezza troveranno la porta sbarrata”?
“Non è solo un problema logistico, è un problema di metodo generalizzato. Comunicare a tre giorni dall’apertura che una scuola non è più idonea e va utilizzata un’altra, senza dare il tempo minimo ai genitori di organizzarsi, significa che per questa Amministrazione i cittadini contano meno di zero e i bambini ancora meno. Da padre, prima che da consigliere, non posso accettare che i nostri figli vengano trattati come pacchi postali. Non sempre vale il principio dell’ubi major minor cessat. Per questo – ha concluso Esposito – chiedo al sindaco e all’assessore competente l’immediata sospensiva del provvedimento, l’esibizione degli atti che attestano l’idoneità di via Piave, la convocazione urgente dei genitori”.




