Il messaggio del vescovo della diocesi di Termoli
TERMOLI. Riparte un nuovo anno scolastico e il vescovo della diocesi di Termoli ha voluto rivolgere un messaggio ai docenti, al personale della scuola, ma in particolare ai ragazzi.
Gentili docenti, personale della scuola, cari genitori e, soprattutto, carissimi studenti e studentesse, è con profonda emozione che vi rivolgo il mio più caloroso benvenuto all’inizio di questo nuovo anno scolastico 2026-2027. L’apertura della scuola non significa la semplice ripresa di una routine, ma l’inizio di un viaggio collettivo. Quest’anno vorrei invitarvi a riflettere su un’idea fondamentale che possa accompagnarvi lungo tutto il cammino formativo: la scuola come palestra di virtù e di umanità. Sì, carissimi. Ritengo cosa fondamentale il comprendere che questo luogo, la scuola, non esiste solo per trasmettere nozioni o per preparare al mondo del lavoro. La scuola è un’officina del vivere civile, uno spazio in cui si impara l’arte più complessa e nobile di tutte: l’arte di essere umani.
Nella Lettera Enciclica Magnifica humanitas, papa Leone XIV ha focalizzato la necessità di mettere al centro l’essere umano nell’era della rivoluzione digitale e dell’intelligenza artificiale, onde arginare le derive “antiumane” della società contemporanea. Esorto vivamente tutti a fare della scuola un luogo in cui si apprende l’arte che bandisce la violenza, cattiva maestra che distrugge il dialogo e insegna che la forza vale più della ragione, seminando odio, creando paura e generando rabbia e nuove ingiustizie, mai risolvendo i problemi. Penso siamo tutti consapevoli di come stiamo vivendo giorni malati. Ce lo attestano la rabbia sociale, che nasce dalla solitudine, dalla precarietà e dalla mancanza di ascolto; i cattivi modelli, che spettacolarizzano l’aggressività nei media e sul web, normalizzando comportamenti dannosi; la perdita dei valori, punti di riferimento sani, mancando i quali la reazione impulsiva prende il posto della riflessione. Tutto questo non è giusto. È ora di cambiare strada. Come? Educando all’ascolto e promuovendo la giustizia. Insegnando che le parole e il confronto sono strumenti potenti di rinascita e riducendo le disuguaglianze sociali, per offrire alle persone speranza e rispetto reciproco. Da veri “artigiani di umanità” bisogna far sì che l’intelligenza artigianale – che si nutre, e a sua volta nutre, di ascolto, di costante umile apprendimento, di rispetto, di apertura di sempre nuovi orizzonti – si contrapponga a quella artificiale, che si nutre di dati grezzi, algoritmi, potenza di calcolo e di energia elettrica, ma non può dare risposte definitive alle domande profonde sul senso della vita, perché non possiede una coscienza o un’esperienza vissuta.
A voi, stimati docenti, spetta il compito di essere i maestri di questa palestra. Chi lavora nella scuola è chiamato prima di tutto a formare l’uomo e l’umano, garantendo che la tecnologia rimanga uno strumento e non sostituisca il valore educativo delle relazioni. Oltre ai programmi di studio, la vostra missione più alta è testimoniare e coltivare le virtù dell’ascolto, della pazienza, della giustizia e della passione intellettuale. Siete voi a mostrare ai nostri ragazzi come la cultura sia lo strumento principale per restare uomini e umani in un mondo che cambia rapidamente. Grazie per la dedizione con cui guidate questa crescita emotiva e intellettuale. Ricordate: Culturā salvabitur orbis! A voi, cari genitori, chiedo di condividere convintamente questo percorso. La palestra funziona se l’allenamento continua a casa, nell’alleanza educativa tra famiglia e istituzione, fondata sul rispetto reciproco e sull’esempio coerente di civiltà e collaborazione. E infine, il pensiero più importante va a voi, giovani, ragazze e ragazzi.
Vogliate considerare le aule scolastiche come il vostro campo di allenamento quotidiano. Qui avete la possibilità di apprendere, e esercitare, virtù fondamentali che vi accompagneranno per tutta la vita: la solidarietà verso chi è in difficoltà, la tolleranza per le opinioni diverse dalle vostre, il coraggio di ammettere un errore e la tenacia di riprovare, comprendendo l’importanza del limite. Ricordate sempre che la scuola è la palestra in cui l’egoismo si trasforma in empatia e l’indifferenza in partecipazione. Non abbiate paura di faticare, di confrontarvi e di interrogarvi su chi volete diventare, non solo come professionisti di domani, ma come persone tese a costruire il bene comune. Il futuro che vi attende ha un immenso bisogno di competenze scientifiche e tecnologiche, ma ha ancora più bisogno di umanità, di etica e di rispetto. Auguro a tutta la comunità scolastica esistente sul territorio della Diocesi di TermoliLarino un anno 2026-2027 ricco di scoperte, di crescita interiore e di grandi traguardi umani. Buon inizio d’anno a tutti, con una affettuosa benedizione.
+ Claudio, vescovo




