Continuano le indagini per fare luce sulla morte della 15enne Sara e della sua mamma Antonella Di Ielsi, avvelenate con la ricina


CAMPOBASSO. Vanno avanti e senza sosta le indagini della Squadra Mobile di Campobasso, coordinate dalla Procura di Larino per fare piena luce sulla morte della 15enne Sara Di Vita e della sua mamma Antonella Di Ielsi, decedute a poche ore di distanza – lo scorso dicembre – per avvelenamento da ricina.

Investigatori al lavoro anche oggi per ascoltare alcune delle persone già comparse nelle precedenti fasi degli accertamenti. Un’attività che, a quanto si apprende, sarebbe legata anche alla necessità di verificare alcune versioni che non coincidono su circostanze ritenute di interesse dagli investigatori.

Questa mattina è tornata negli uffici di via Tiberio la prof amica di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime. La donna è arrivata poco dopo le 8 ed è rimasta in Questura per circa quattro ore, uscendo intorno a mezzogiorno. È stata ascoltata nuovamente come persona informata sui fatti, a distanza di circa un mese dalle precedenti deposizioni. La docente era già stata sentita nei giorni di Ferragosto e poi nuovamente il 20 agosto, quando era stato effettuato anche un confronto con Gianni Di Vita.

La nuova convocazione si inserisce dunque in un lavoro di approfondimento sulle dichiarazioni già raccolte dagli investigatori, impegnati a ricostruire i diversi passaggi della vicenda e a verificare eventuali discrepanze tra le testimonianze.

Il susseguirsi delle audizioni sembra dunque inserirsi in una fase di verifica e riscontro delle informazioni già raccolte. Gli investigatori starebbero mettendo a confronto le diverse ricostruzioni fornite dai testimoni, concentrandosi sugli aspetti della vicenda sui quali sono emerse versioni contrastanti. L’obiettivo è quello di capire cosa sia accaduto alle due vittime.