In aula questa mattina lo psichiatra Scarallo. Attesa il 30 settembre la sentenza della Corte d’Assise di Benevento per l’imputato arrestato nelle campagne di Ferrazzano dopo aver ucciso moglie e figlio ed aver ridotto la figlia in fin di vita
BENEVENTO. Salvatore Ocone – arrestato il 30 settembre dello scorso anno nelle campagne di Ferrazzano – imputato per l’omicidio della moglie Elisa Polcino, del figlio 15enne Cosimo e per aver ridotto in fin di vita la figlia Antonia, era capace di intendere e volere al momento dei fatti.
A ribadirlo, questa mattina davanti alla Corte di Assise di Benevento, è stato lo psichiatra Vincenzo Scarallo, autore della perizia.
Rispondendo alle domande del procuratore Nicola D’Angelo, delle parti civili e del difensore Giovanni Santoro, Scarallo ha ricostruito la storia clinica dell’imputato, escludendo precedenti episodi riconducibili a schizofrenia o a una grave depressione. “La fragilità non equivale alla malattia mentale” ha spiegato il perito, ricordando anche un episodio del 2010, quando Ocone si era denudato davanti alla Madonna, ritenuto di natura nevrotica e non psicotica.
Secondo Scarallo, l’uomo avrebbe agito “per rabbia” dopo una discussione con la moglie e in preda alla paura per il futuro dei figli. Nel corso dell’ultimo colloquio in carcere, tuttavia, Ocone aveva affermato che la moglie fosse posseduta dal demonio e aveva giustificato il figlicidio con la necessità di salvare i figli.
Per il perito si tratta di dichiarazioni di natura delirante emerse durante la detenzione e legate, secondo la sua valutazione, anche alla forte deprivazione affettiva. Rispondendo alla difesa, Scarallo ha precisato che fenomeni di questo tipo non erano stati riscontrati in precedenza: “Se fossero stati presenti al momento dei fatti, avrebbero avuto un’incidenza importantissima”.
Lo psichiatra ha infine raccomandato di mantenere alta l’attenzione sulle condizioni dell’imputato, modulando il trattamento terapeutico e monitorandolo anche per il rischio di autolesionismo.
La prossima udienza è fissata per il 30 settembre, quando sono previste la discussione e la sentenza.




