L’audizione a sorpresa questo pomeriggio, dopo che nella giornata di ieri è stata sentita per la quinta volta Laura Di Vita, cugina dell’ex sindaco. “Ho sempre cercato di aiutare Sara, per dovere e per etica professionale”, le sole parole con cui l’uomo ha risposto alle domande dei giornalisti
CAMPOBASSO. Giallo di Pietracatella, nuove audizioni in Questura a Campobasso nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, le due donne avvelenate dalla ricina.
Dopo che Laura Di Vita, cugina di Gianni, padre e marito delle vittime, ha varcato ieri per la quinta volta i cancelli di via Tiberio, questo pomeriggio a sorpresa è stato convocato nuovamente dagli investigatori l’infermiere, amico di famiglia, che somministrò le flebo in casa, dopo che madre e figlia accusarono i malori e iniziarono gli accessi all’ospedale. L’uomo, sentito come persona informata dei fatti, è arrivato negli uffici della Squadra Mobile intorno alle 16. Il suo racconto di quei giorni era già stato ascoltato più volte in passato.
Una testimonianza che gli inquirenti ritengono significativa per delineare con certezza l’evolversi della situazione medica, che precipitò in breve tempo nei giorni successivi a Natale, tanto da portare alla morte, a un giorno di distanza l’una dall’altra, Sara e la madre Antonella.
Poco dopo le 17.30 l’uomo ha lasciato la Questura. “Ho sempre cercato di aiutare Sara, per dovere e per etica professionale”, le sole parole con cui ha risposto alle domande dei giornalisti.
L’inchiesta della Procura di Larino per duplice omicidio aggravato dall’utilizzo del mezzo venefico, che procede ancora contro ignoti, vede negli ultimi giorni un’evidente accelerazione. Nelle audizioni innanzitutto: oltre a Laura, e all’altra cugina Loredana, nella giornata di domenica è stata risentita a lungo la professoressa amica di Gianni Di Vita. La pista battuta dagli inquirenti è quella passionale e delle relazioni personali.
Le investigazioni procedono anche con l’esame dei dati presenti sui telefoni e sui computer sequestrati nei mesi scorsi ai componenti della famiglia, in attesa del deposito degli accertamenti che la procuratrice Elvira Antonelli ha affidato ai super esperti di veleni del ‘Robert Koch Institut’ di Berlino.




