Tutte le novità presenti nella proposta, dalla trasformazione degli istituti tecnici in licei all’introduzione del latino alle medie fino ai fondi aggiuntivi per i libri di testo
ROMA. Stop al volto coperto nelle aule, limite alla presenza di studenti stranieri nelle prime classi, riordino degli istituti tecnici e professionali e nuove risorse per le famiglie. Questi i cardini contenuti nella bozza del decreto legge sulla scuola approdato all’esame del Governo per ridisegnare diversi aspetti organizzativi e didattici del sistema nazionale d’istruzione.
Tra le misure di maggior rilievo figura l’introduzione del divieto di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto, disposizione dalla quale sono escluse unicamente specifiche e documentate ragioni sanitarie o di sicurezza. La violazione del divieto comporterà una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra 200 e 1.000 euro che, in caso di infrazione commessa da uno studente minorenne, verrà applicata direttamente ai genitori o ai responsabili legali.
Il testo interviene in modo stringente anche sui criteri di composizione delle classi iniziali dei diversi cicli scolastici. Nelle prime classi della scuola primaria viene fissato un tetto massimo del 30 per cento per gli alunni con cittadinanza non italiana che non siano nati nel nostro Paese o che non abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia. La medesima soglia del 30 per cento interesserà le classi prime delle scuole secondarie di primo e secondo grado, applicandosi agli studenti non italiani che non abbiano completato con esito positivo almeno un triennio all’interno del sistema nazionale di istruzione. A corredo di questo quadro, in presenza di gravi difficoltà linguistiche riscontrate nel minore, gli istituti segnaleranno ai servizi sociali le persistenti barriere linguistiche dei genitori, attivando percorsi gratuiti di apprendimento dell’italiano; in caso di reiterata mancata collaborazione da parte della famiglia, potrà essere disposto il collocamento del minore al di fuori del nucleo familiare.
Novità sostanziali riguardano inoltre gli indirizzi di studio e gli ordinamenti didattici: gli istituti tecnici assumeranno la nuova denominazione di ‘licei tecnologici’, mentre gli istituti professionali prenderanno il nome di ‘licei professionali’. Nelle scuole secondarie di primo grado è invece previsto l’inserimento di un’ora settimanale facoltativa dedicata all’insegnamento del latino a partire dal secondo anno di corso. Sul fronte economico e del diritto allo studio, infine, il provvedimento stanzia 21 milioni di euro aggiuntivi per l’anno 2026 destinati alla fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo, innalzando contestualmente la soglia di reddito per l’accesso al beneficio familiare da 30.000 a 40.000 euro.




