Promosso da PreistorIS con il Suor Orsola Benincasa, l’appuntamento a Casa Magnastoria ha presentato i due volumi sul grande monastero altomedievale


ISERNIA. Un incontro dedicato a uno dei patrimoni più preziosi della provincia, il sito archeologico di San Vincenzo al Volturno. L’associazione PreistorIS, in collaborazione con l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, ha ospitato venerdì 25 settembre, alle ore 18, nella sala di Casa Magnastoria, in corso Marcelli 37, il professor Federico Marazzi, direttore degli scavi del sito, per un appuntamento nato anche sulla scia dello speciale approfondimento che la rivista ‘Archeo’ ha dedicato all’area archeologica.

L’iniziativa, inserita nel programma ‘I venerdì di PreistorIS’, è stata l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte, sul valore e sulle prospettive del sito, in un incontro aperto alla cittadinanza. Al centro della serata la presentazione di due volumi che costituiscono la sintesi più aggiornata delle scoperte condotte a San Vincenzo in tanti anni di scavi e ricerche.

San Vincenzo al Volturno, ha ricordato l’associazione, è un luogo unico nell’archeologia europea: l’unico sito attraverso il quale è possibile comprendere la natura grandiosa e complessa dei più importanti monasteri dell’Europa dei Longobardi e dei Franchi, luoghi in cui la preghiera dei monaci si inseriva in una cornice di splendore che era insieme dono a Dio e specchio del potere di chi quei monasteri sosteneva: duchi, principi, re e imperatori.

Gli scavi condotti nell’ultimo venticinquennio hanno trasformato la scoperta in un luogo capace di rappresentare, meglio di qualsiasi altro in Europa, l’ambizione di chi quei monasteri abitava e finanziava. Un patrimonio di conoscenze cresciuto in modo esponenziale grazie alle ricerche dell’ultimo quinquennio, rese possibili dai progetti finanziati attraverso il Pnrr, che hanno visto al lavoro specialisti di quattro università – Napoli, Roma, Macerata e Cassino – insieme al Cnr e all’Accademia di Belle Arti di Carrara.