È quanto emerge dal Rapporto SIEP 2026, realizzato dalla Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica, che sarà presentato a Roma
ROMA. Il Molise figura tra le regioni italiane che registrano i cali più marcati nella qualità dell’assistenza per la salute mentale. È quanto emerge dal Rapporto SIEP 2026, realizzato dalla Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica sulla base dei dati 2024 del Sistema Informativo per la Salute Mentale del Ministero della Salute. Il rapporto, che sarà presentato domani 28 settembre alla Camera dei Deputati, mette a confronto le 21 Regioni e Province autonome attraverso 14 indicatori: dai posti letto al personale, dai ricoveri ai trattamenti sanitari obbligatori, fino alla continuità delle cure dopo la dimissione.
La fotografia restituisce un’Italia profondamente differenziata. In testa all’indice si trovano la Provincia autonoma di Bolzano, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento, mentre nella parte bassa figurano Sardegna, Molise e Abruzzo. La SIEP invita però a leggere i dati con cautela, soprattutto in presenza di informazioni incomplete trasmesse dalle Regioni. È il caso dell’Abruzzo, la cui ultima posizione, secondo il rapporto, sarebbe legata soprattutto alle lacune nella raccolta dei dati.
Significativo anche il confronto con i risultati del Nuovo Sistema di Garanzia dei Livelli essenziali di assistenza: alcune delle Regioni con i punteggi complessivi più elevati nei LEA, come Piemonte, Lombardia e Veneto, non risultano ai vertici per la salute mentale. Il Veneto, primo nelle tre macro-aree dei LEA, occupa infatti il 14° posto nell’Indice SIEP.
Le differenze territoriali emergono anche dai singoli indicatori. Nel 2024 il tasso nazionale dei trattamenti sanitari obbligatori è stato di 0,9 ogni 10mila abitanti, con valori compresi tra lo 0,1 della Provincia autonoma di Bolzano e l’1,5 della Valle d’Aosta. La spesa per la salute mentale varia invece dai 37 euro pro capite della Campania ai 115 della Provincia autonoma di Bolzano, contro una media nazionale di 75 euro.
“Il Rapporto SIEP 2026 non è una pagella – dichiara Fabrizio Starace, presidente SIEP – È uno strumento che le Regioni possono usare per capire dove intervenire, e i cittadini per capire cosa aspettarsi dal proprio servizio di salute mentale. I dati mostrano che le differenze territoriali non dipendono solo dalle risorse disponibili, ma da come queste risorse vengono organizzate. E mostrano anche che alcune Regioni continuano a non fornire dati completi: un problema che riguarda la trasparenza verso i cittadini, prima ancora che le statistiche.”




