Per firmare il verbale del sopralluogo. Il marito e padre delle vittime non risulta indagato nell’ambito del fascicolo aperto dalla Procura di Larino per duplice omicidio. Prelevata anche una borsa di Antonella
PIETRACATELLA. Giallo di Pietracatella: Gianni Di Vita, marito e padre delle due donne morte lo scorso dicembre per avvelenamento da ricina, è stato accompagnato in Questura dagli agenti della Squadra Mobile al termine della seconda perquisizione effettuata questa mattina.
Gli investigatori hanno operato nell’altro studio di proprietà del commercialista, in via D’Amato a Campobasso, dove sono rimasti a lungo. Le attività si sono concluse intorno alle 10.45. Al termine della perquisizione, Di Vita è salito a bordo dell’auto della Squadra Mobile ed è stato accompagnato in Questura. Prima avevano eseguito un’altra perquisizione all’interno dello studio di Pietracatella, situato proprio di fronte alla casa della famiglia Di Vita.
Come si è appreso poi Di Vita è stato portato negli uffici di via Tiberio per redigere il verbale del sequestro e firmare gli atti delle perquisizioni. Intorno alle 12 ha lasciato la Questura, dopo essere rimasto all’interno degli uffici della Squadra Mobile per oltre un’ora. Il commercialista non risulta iscritto nel registro degli indagati nell’ambito del fascicolo aperto dalla Procura di Larino per il duplice omicidio della 15enne Sara e della sua mamma Antonella Di Ielsi.
“La posizione di Di Vita non è cambiata. Siamo in fase di indagini”, ha confermato in proposito la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli.
Nel corso delle operazioni eseguite dai poliziotti, sono stati acquisiti documenti e nuovo materiale. Lo ha confermato il dirigente della Squadra Mobile Marco Graziano. Il blitz di questa mattina è scattato a poche ore dalla conclusione delle operazioni di di estrazione della copia forense dei dati contenuti in un computer desktop Lenovo e delle dieci pen-drive sequestrati al commercialista lo scorso mese di luglio.
A quanto è trapelato è stata sequestrata anche una borsa di Antonella Di Ielsi, con dentro alcuni effetti personali.




